365 giorni dopo
A distanza di un anno dalla sua ultima apparizione – fu ripetutamente avvistato in Valle di Scalve dove predò anche un paio di apiari – l’orso bruno torna sulle Prealpi Orobie Bergamasche e sceglie, ma anche questa non è una novità, l’Alta Valle Seriana e in particolare la zona di Vigna Soliva tra i comuni di Valbondione e Gandellino. Alcune segnalazioni informali erano già pervenute al Nucleo Ittico/Venatorio della Polizia provinciale nelle scorse settimane, poi il plantigrado ha deciso di farsi immortalare da una delle numerose fototrappole posizionate per il monitoraggio della fauna selvatica. Alcuni brevi video mostrano l’animale impegnato prima ad abbeverarsi nei pressi di un insoglio naturale, e poi impegnato a lavorare alacremente per spostare dei rami da un punto all’altro. Un insoglio naturale in quella zona non attrae solo l’orso bruno, ma anche caprioli, cervi e altra fauna selvatica. E se c’è fauna selvatica non può mancare il lupo, grande carnivoro e predatore per eccellenza: infatti la fototrappola “cattura” il passaggio di una coppia di lupi appartenente al branco di Gandellino, il primo branco che ormai quattro anni fa certificò la presenza stabile della specie in provincia di Bergamo.
Le caratteristiche dell’esemplare
L’orso bruno immortalato dalla fototrappola è quasi certamente un maschio sub-adulto allontanatosi dall’area del Trentino e che, verosimilmente, rientrerà nella suddetta area quando sarà sessualmente maturo per partecipare alla fase riproduttiva: la mobilità dei maschi sub-adulti in questa fase è elevatissima, a dispetto della mole gli orsi sono degli instancabili camminatori, quello stesso esemplare in questo momento potrebbe essersi anche già spostato di diverse decine di chilometri in un’altra vallata o addirittura in un’altra provincia, così come potrebbe essere rimasto in zona, con potenziale possibilità di predazione per apiari o animali in alpeggio. Non esiste in questo momento una popolazione stabile di orso bruno nel territorio della provincia, mentre il lupo è in espansione continua e occupa ormai la totalità dei territori montani con 4 – 5 branchi stabili e una popolazione stimabile di una trentina di animali: è verosimile pensare che tutta la provincia possa essere interessata dalla presenza del lupo ma – in termini assoluti – l’incremento numerico della popolazione sarà sempre relativamente contenuto perché la biologia della specie prevede rigide regole demografiche che consentono un giusto equilibrio che garantisca la sopravvivenza della specie compatibilmente con le capacità trofiche del territorio.
Convivenza con l’uomo
Il monitoraggio costante dei grandi carnivori è la base imprescindibile per garantire la tutela di lupo e orso ma anche per favorire, attraverso una corretta informazione, la convivenza con l’uomo e le attività antropiche, in primis quelle zootecniche e agricole, ma anche con il turismo di montagna e le migliaia di escursionisti che durante tutto l’anno frequentano le nostre Orobie. Il monitoraggio non è garantito solo dal personale della Polizia provinciale, che ogni giorno presidia il territorio ed effettua gli specifici servizi previsti anche dai protocolli di Regione Lombardia che coordina l’attività di tutte le province. “È fondamentale anche il contributo di ogni cittadino” – afferma Matteo Copia, Comandante della Polizia Provinciale – “che attraverso le proprie segnalazioni, gli avvistamenti diretti o indiretti come quello del caso di specie effettuato da un privato che collabora con la Polizia provinciale, le denunce di predazione, consente l’espletamento di tutte le procedure previste per garantire un’efficiente attività di controllo e il risarcimento dei danni derivanti dalla presenza dei Grandi Carnivori”.
Le segnalazioni
“Invitiamo chiunque dovesse subire danni derivanti dalla presenza di Lupo e Orso a segnalare tempestivamente l’evento alla nostra Sala Operativa (numero verde 800350035) senza toccare gli animali predati: il nostro personale effettuerà tempestivamente i sopralluoghi e gli accertamenti di rito, supportando anche il danneggiato nelle pratiche per l’indennizzo dei danni subiti cui hanno diritto tutti i cittadini e non solo gli imprenditori agricoli e zootecnici. Agli escursionisti o a chiunque dovesse imbattersi nella presenza di Lupo o Orso – proseguono dal Comando di Polizia provinciale di Via Tasso – chiediamo di adottare comportamenti responsabili evitando di avvicinarsi agli animali, evitando di lasciare fonti alimentari o cibo, ma facendo semplicemente notare la propria presenza, per esempio battendo le mani o alzando il volume della voce e allontanandosi senza fretta in direzione opposta” (fonte: Provincia di Bergamo).



































