Parco dei Monti Livornesi, la CCT chiede garanzie per i cacciatori

Si è svolta a Rosignano (Livorno) una partecipatissima assemblea indetta dalla Confederazione Cacciatori Toscani sul tema.

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Parco dei Monti Livornesi

Parco dei Monti LivornesiSi è svolta a Rosignano (Livorno) una partecipatissima assemblea indetta dalla Confederazione Cacciatori Toscani sul tema relativo all’istituzione del Parco regionale dei Monti Livornesi. Una questione “calda” che interessa migliaia di cacciatori livornesi e che coinvolge anche i cittadini e le attività svolte sul territorio. Una sala gremita di oltre 150 persone ha avuto modo di conoscere nel dettaglio l’iter, e le problematiche, connesse all’istituzione del Parco Regionale e quelle che potrebbero essere le future prescrizioni relative alla regolamentazione sia delle aree sottoposte al vincolo di Parco regionale che alle aree contigue.

I lavori sono stati aperti da Fabrizio Bagnoli, esponente della CCT di Rosignano, che inquadrando le ragioni dell’incontro, ha ribadito con forza le preoccupazioni del mondo venatorio per una scelta che deve necessariamente coinvolgere tutti i portatori di interesse. Nel merito del complesso iter e delle proposte su cui focalizzare l’attenzione, sono entrati con il loro intervento numerosi relatori, raccogliendo le sollecitazioni di Franco Poli, coordinatore provinciale della Confederazione, che ha voluto evidenziare con forza la necessità che i cacciatori debbano essere legittimamente rappresentati al tavolo della discussione, partendo da specifiche richieste che sono state successivamente presentate durante la serata.

Roberto Callaioli, in rappresentanza dell’ATC LI 9, ha ben argomentato il ruolo svolto dall’ATC in questa prima fase del percorso istitutivo; un percorso che ha bisogno di essere costantemente monitorato, anche per gli inevitabili risvolti collegati alla gestione faunistica e alle pratiche venatorie. Particolarmente apprezzato, l’intervento dell’ Assessore all’Ambiente del Comune di Rosignano, Licia Montagnani, che ha voluto ribadire il ruolo dei comuni come rappresentanti degli interessi collettivi e delle istanze territoriali, oltreché riferimento per le future procedure istituzionali emanate dalla Regione Toscana. A seguire gli ulteriori interventi di Pierino Barsotti (ARCT Provinciale) e Paolo Pellegrini (Presidente Federcaccia Livorno) incentrati sulle responsabilità in capo alla Regione, e sulla necessità che vengano garantite e tutelate le legittime richieste del mondo venatorio.

Sugli aspetti relativi alle proposte è entrato Marco Romagnoli, Segretario Regionale della Confederazione Cacciatori Toscani, che ha seguito di numerosi interventi da parte del pubblico e dei rappresentanti di forze politiche e candidati presenti in sala, ha enucleato i principali contenuti su cui la Confederazione si presenterà al confronto istituzionale e sui quali chiederà già nei prossimi giorni un incontro urgente all’Assessore Regionale dell’ Ambiente Federica Fratoni. Romagnoli ha ricordato come il mondo venatorio è il primo ad essere interessato alla difesa ambientale e della biodiversità, sulla base di quanto emerge nel recente rapporto ONU sull’emergenza del pianeta. Ciò detto la difesa dell’ Ambiente non passa solo dalla istituzione di Parchi e dalle logiche dei divieti; essa deve essere il frutto di una visione generale del territorio e di politiche che sappiano armonizzare l’uomo e le sue attività con la salvaguardia dell’ ambiente quale bene comune.

Di seguito riportati i punti centrali delle proposte avanzate dalla Confederazione Cacciatori Toscani: Attenta revisione delle Aree Contigue individuate, al fine di limitare al massimo l’incidenza con l’esercizio venatorio. Il corridoio tracciato per collegare le due Aree protette dei Monti Livornesi, potrebbe essere oggetto di una attenta riperimetrazione, pur mantenendo integro l’aspetto di uniformità territoriale (non è detto che gli istituti Rete Natura 2000 debbano necessariamente essere parte integrante delle Aree Contigue). Tale revisione si rende opportuna, quanto necessaria, per evitare in zone altamente interessate dall’attività venatoria, le possibili forme di limitazione previste dall’art 11 della L.N. 394/91 dal Decreto 184/2007, criteri minimi uniformi per le misure di conservazione delle ZPS, ZSC dove all’art 5 comma 1 si prevedono una serie di misure inderogabili valide per tutte le tipologie di ZPS.

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