Nuova ordinanza
L’Emergenza PSA non accenna ad arrestarsi. Proprio oggi è uscita la nuova ordinanza commissariale, la n°7 2026, ne esamineremo il testo e vi daremo le notizie nel dettaglio. Da una prima lettura, sembra che le modifiche riguardino più che altro le modalità di prelievo, prevedendo, anche nelle zone a restrizione, un’apertura alle forme collettive quando la sorveglianza fatta in modo efficace non evidenzi casi di malattia attivi. Accogliamo queste aperture in modo positivo, ma ci aspettiamo che arrivino chiarimenti su molte cose, a partire da come si deve operare per ottemperare a questi nuovi obblighi.
Capi abbattuti
In materia di obblighi, tra l’altro, ci preme ricordare che la stragrande maggioranza degli operatori coinvolti sono volontari. A nostro avviso, però, non viene affrontato il vero problema: l’individuazione e la messa a norma di siti di stoccaggio delle carcasse e di conferimento dei capi abbattuti. Aprire queste strutture, metterle a norma e, poi, mantenerle, costa soldi, che dovrebbero essere forniti agli enti pubblici e rimborsati ai privati, come le squadre di caccia al cinghiale. Per questo Arci Caccia ha inviato una lettera a Regione, ATC, Comuni e commissario regionale chiedendo che queste semplici cose accelerino nelle zone già colpite e vengano predisposte per tempo nelle zone ancora indenni. Siamo sicuri di poter dare il nostro apporto. E’ singolare che i regolamenti europei individuino il cacciatore come un produttore primario, come un allevatore o un coltivatore, ma poi, quando c’è da prendere provvedimenti sulla selvaggina, siamo completamente ignorati.
Mondo venatorio
Al massimo utilizzati come manodopera di basso livello, buona per fare gli abbattimenti e cercare carcasse, nessuno che ci interpelli per le competenze etologiche, per le conoscenze sull’orografia dei luoghi. Al nostro interno ci sono competenze e professionalità che metteremmo volentieri a disposizione, sicuri di poter contribuire positivamente. Chiediamo di poter essere maggiormente coinvolti nella pianificazione degli interventi e nella gestione delle strutture. L’esercito di volontari messo in campo dal mondo venatorio merita una giusta considerazione e valorizzazione degli atteggiamenti positivi (fonte: Arci Caccia Toscana).































