Doppia notizia positiva
L’Emilia Romagna e la Lombardia tirano un sospiro di sollievo per quel che riguarda l’emergenza peste suina africana. L’Unione Europea ha deciso di “premiare” alcune zone con l’allentamento delle restrizioni imposte. Una doppia notizia positiva in un periodo in cui l’allarmismo è inevitabile se si pensa a questi contagi.
Cosa è successo in territorio emiliano-romagnolo
Nel dettaglio, è stata accolta la di revisione delle zone di restrizione presentata i giorni scorsi a Bruxelles dalla struttura commissariale. Il provvedimento riguarda 6 Comuni nelle province di Piacenza e Reggio Emilia: 4 escono dalle zone di restrizione, mentre per altri due è previsto il passaggio dalla zona II alla zona I, con un alleggerimento delle misure di contenimento del virus. La rimodulazione è motivata dall’andamento della situazione epidemiologica, con zero nuovi casi accertati nell’ultimo anno nelle zone dei Comuni interessati, e dai risultati delle attività di sorveglianza, ricerca e depopolamento condotte sul territorio. In provincia di Piacenza, passano dalla zona di restrizione I (ZR1) alla zona indenne i Comuni di Castel San Giovanni e Calendasco. Per altri due Comuni, Borgonovo Val Tidone e Ziano Piacentino, è previsto il passaggio dalla zona di restrizione II (ZR2) alla zona I. Nelle aree interessate non sono state rilevate positività nei campioni analizzati. Un quadro epidemiologico favorevole, al quale contribuiscono anche le barriere costituite dalle infrastrutture viarie e la ridotta presenza di cinghiali nelle zone di pianura. Per quanto riguarda la provincia di Reggio Emilia sono due i comuni interessati Albinea e Scandiano, che passano entrambi da ZR1 a Zona indenne. Tra settembre 2025 e settembre 2026, tutte le analisi effettuate sulle carcasse e sui capi abbattuti hanno dato esito negativo.
Le novità lombarde
Nel caso della Lombardia, invece, 40 Comuni della provincia di Pavia escono dalle aree soggette a restrizione e altri 18 Comuni passano dalla zona II alla zona I, riducendo significativamente le limitazioni sul territorio. Le aree ancora interessate risultano attualmente contenute tra il fiume Po e l’autostrada A21. Questo risultato è il frutto del lavoro coordinato tra Commissario e Subcommissario straordinario, Regione Lombardia, Ersaf, Izsler, Ats, Parco del Ticino e Polizia provinciale, che ha consentito di contenere la diffusione della malattia nei cinghiali e di dimostrare alla Commissione europea l’efficacia delle azioni di contrasto adottate. Questi i Comuni inseriti nella ‘Zona di restrizione I’ nella provincia di Pavia: Bosnasco, Campospinoso Albaredo, Casanova Lonati, Mezzanino, Stradella, Verrua Po, Zenevredo, San Damiano al Colle, Verretto, Montù Beccaria, Robecco Pavese, Lungavilla, Broni, Castana, Voghera, Rovescala, Castelletto di Branduzzo, Cigognola, Casatisma, Pinarolo Po, Pizzale, Barbianello, Canneto Pavese, Montescano e Bressana Bottarone. I Comuni inseriti nelle ‘Zone soggette a restrizione II’ nella provincia di Pavia: Ponte Nizza, Bagnaria, Brallo di Pregola, Menconico, Zavattarello, Romagnese, Varzi, Val di Nizza, Santa Margherita di Staffora, Cecima, Colli Verdi, Godiasco, Rocca de’ Giorgi, Montalto Pavese, Montesegale, Borgo Priolo, Rivanazzano, Torrazza Coste, Retorbido, Calvignano, Codevilla, Corvino San Quirico, Mornico Losana, Borgoratto Mormorolo, Casteggio, Fortunago, Rocca Susella, Redavalle, Torricella Verzate, Montebello della Battaglia, Oliva Gessi, Pietra de’ Giorgi, Santa Giuletta, Santa Maria della Versa, Lirio, Golferenzo, Montecalvo Versiggia e Volpara.


































