Riaperta a pieno regime la Zona di Addestramento Cinofilo di Vicchio (FI)

La ZAC "I Campioni" necessitava di urgenti lavori di manutenzione per quel che riguarda la recinzione.

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Zona di Addestramento Cinofilo

Zona di Addestramento CinofiloCome reso noto dall’associazione Arci Caccia, c’è stata la riapertura a pieno regime della Zona di Addestramento Cinofilo “I Campioni” di Vicchio, in provincia di Firenze. La forzata chiusura di una settimana è stata necessaria per l’esecuzione di urgenti lavori di manutenzione di parte della recinzione. L’area è situata sulle colline a nord della località toscana in una zona boscata di castagni verso le pendici del Monte Verruca sull’Appennino. Dal recinto è possibile osservare un panorama unico spettacolare di un paesaggio di una delle valli più belle e importanti per la storia della Toscana e del nostro Paese.

La recinzione dell’area era stata realizzata nel 1997 con l’impegno economico dell’Arci Caccia provinciale di Firenze e con la manodopera volontaria dei soci del Circolo Arci Caccia di Vicchio. La gestione, ieri e oggi, impegna tuttora i soci di Vicchio per quasi tutto l’anno con presenze giornaliere nei periodi di apertura ma non di meno impegno durante il resto dell’anno con controlli della ampia recinzione e con la necessaria assidua presenza per la manutenzione e cura del piccolo allevamento di lepri. E’ così da più di venti anni.

Tutti gli anni, dall’apertura, dalle migliori scuole per lepri, che avviene la prima domenica di febbraio fino alla chiusura che è a fine Luglio, il recinto, aperto ad esclusione di martedì e venerdì, è sempre occupato ed anche quest’anno non è più possibile trovare posto nel breve periodo. Il numero degli interessati è divenuto via via sempre più ampio proprio per le caratteristiche del luogo molto adatte sia a segugi adulti che a cuccioloni. L’incontro con “l’orecchiona” avviene sempre anche per il giusto equilibrio di lepri presenti all’interno. In quest’area di addestramento cani da seguita sulla lepre arrivano segugisti da Firenze, da Prato, addirittura dalla Romagna nonché tutti i “lepraioli” del Mugello.

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