Sabatti Saphire una carabina italiana con interessanti novità tecniche

La Sabatti si è affermata nel difficile mondo delle canne rigate grazie ad alcune peculiarità tecniche e produttive quale la microfusione a cui oggi si affianca un modello con castello in lega leggera. Sabatti Saphire.

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carabina Sabatti Saphire
sabatti saphire
La vista centrale della carabina Sabatti Saphire mostra gradevoli linee di insieme, compattezza, giusto dimensionamento della finestra di espulsione e cura dei particolari con la bisellatura dei profili

Presentata all’IWA del 2017 la Sabatti Saphire ha subito richiamato l’attenzione del pubblico specialistico presente alla manifestazione tedesca e ha riscosso notevoli apprezzamenti: i fucili rigati della Casa di Gardone sono molto ben piazzati nel giudizio degli appassionati assicurando una vasta scelta nella gamma venatoria come in quella del tiro accademico dove il marchio copre esigenze di ogni genere con risultati che lo vedono occupare ben sovente i vertici delle classifiche. Tornando al comparto della caccia negli ultimi anni si è evidenziata una richiesta insistente e marcata per i fucili leggeri e una scelta quasi obbligata per la loro realizzazione sta nell’adozione di un castello in lega dove circa 300 g vengono risparmiati a priori. Si è scelto quindi un estruso di Ergal 55 da cui ottenere per successive operazioni di fresatura il castello con anello e ponte chiuso, il prisma inferiore per lo scarico delle forze e le due basi Picatinny integrali che consentono un facile e corretto montaggio dell’ottica trovandosi perfettamente allineate con la canna, e inoltre conferiscono maggior rigidità all’insieme.

Gradevoli le modellature dei fianchi, di misura contenuta la finestra di espulsione e apice posteriore allungato per racchiudere la base del manubrio: qui il punto di contrasto della rampa contro cui insiste la base del manubrio realizzando l’estrazione primaria riporta un tassello in acciaio per avere i due pezzi in identico materiale evitando usure precoci in quel punto specifico del castello. Proseguendo l’osservazione vedremo ancora la leva di svincolo otturatore imperniata nel fianco sinistro mentre nella parte inferiore sono incassati la guardia e il sottoguardia in cui è praticata la feritoia per l’inserimento del caricatore. Due viti Torx ai vertici fissano la calciatura alla meccanica. L’otturatore è composto da un cilindro di consistente diametro e dalla testina a tre alette ricavate a ribasso dalla sezione maestra: il congiungimento fra i due elementi è flottante per un appoggio ottimale delle superfici di tenuta contro le mortise ricavate nella culatta della canna. La realizzazione per microfusione consente di differenziare gli acciai e i trattamenti termici: i punti di maggior resistenza vedono superfici molto dure e interni tenaci in grado di assorbire le forze senza che si formino cristallizzazioni foriere di malaugurate cricche.

carabina Sabatti Saphire
La carabina Sabatti Saphire

Gli altri particolari vedono la faccia ribassata in cui sporge il nottolino elastico di espulsione, e l’unghia dell’estrattore con il prisma di base incassato ortogonalmente nell’aletta a ore 10 contrastato da una sferetta a molla: pressoché impossibile qualsiasi scavallamento del bossolo. Rammentiamo come questa testina sia sostituibile, così come la canna, in funzione dei tre gruppi di calibri previsti: gruppo A per .243 Win., .308 Win., 7 SAUM e 7-08 Rem., gruppo B per .270 Win. 7×57, 7×64, 6,5×55 SM, .30-06 Sprg., 8×57 IS, gruppo C per 7 Rem. Mag e .300 Win. Mag. Nella parte arretrata viene inserito il manubrio di forma prismatica arrotondata: è un poco massiccio, ma la nocca, senza sporgenze fastidiose al palmo della mano, si rivela decisamente funzionale e il tappo di coda, da cui sporge il codolo di avviso di meccanica armata, completa l’insieme.

La canna

La precisione delle canne Sabatti è senza dubbio un punto di forza e gli studi rivolti alla realizzazione della rigatura sono approdati al profilo multiradiale, la sigla è MRR® (Multi Radial Rifling), dove sono stati eliminati gli spigoli tra pieni e vuoti sostituiti da una curvatura continua a due raggi: i vantaggi si riassumono in minor deformazione della palla, maggior velocità, minori depositi parassitari facilitando quindi la pulizia, miglior precisione, maggior durata. La fattura della canna vede la lavorazione separata della camera di cartuccia e la giunzione dell’estensione di culatta, dove sono praticate le mortise: questo pezzo molto importante viene realizzato con una lega di acciaio e un trattamento termico uguali a quelli riservati alla testina dell’otturatore, inoltre presenta la rettifica della superficie esterna e il fissaggio in sede con brugole radiali che serrano le due flange inferiori dell’anello. La lunghezza è pari a 610 mm, il passo è di 1:11” e il profilo è snello come si conviene a un’arma da caccia dove il peso deve risultare ridotto e non sono certo molti i colpi da sparare in rapida successione; l’acciaio scelto è l’AISI 4140 (42CrMo4). Le mire metalliche consistono in una tacca inclinata per evitare i riflessi, con visuale a prisma e incastro su coulisse e vite di fermo per le regolazioni in deriva; a questa si abbina un mirino dal profilo consequenziale alla tacca, regolazione pivotante per l’alzo, zoccolo rigato antiriflesso e guide per il montaggio del tunnel. In volata si nota una boccola di pari diametro della porzione di canna, circa 15 mm, montata su un passo a vite, utile per un soppressore di suono o per un freno di bocca.

Carabina Sabatti Saphire e ottica Konus
Il punto di contrasto fra otturatore e castello per realizzare l’estrazione primaria vede il riporto in quest’ultimo, realizzato in lega, di un inserto in acciaio di durezza uguale a quella dell’otturatore: si evita così un usura precoce della parte meno resistente

Scatto sicura e caricatore  

Il pacchetto di scatto è offerto in due versioni: diretto con un peso di circa 1,0/1,2 kg oppure con stecher alla francese. Entrambi vantano caratteristiche pregevoli di pulizia di sgancio, prontezza e assenza di filature o collasso; quello con stecher regolabile brilla per la costanza di intervento intorno ai 280 g con minimi scarti di pochi grammi. Il grilletto posizionato indietro è facilmente raggiungibile anche da chi abbia mani piccole; la sicura a tastino è posta sul fianco destro del castello, dietro alla scasso per il manubrio: due le posizioni e quand’è inserita blocca tutto ed è quindi impossibile estrarre una cartuccia camerata mantenendo il blocco dello scatto e del percussore. La guardia sufficientemente ampia consente l’uso anche con i guanti e riporta nel rebbio anteriore il tastino di svincolo del caricatore: questo componente viene ricavato da spessa lamiera imbutita con una notevole attenzione al profilo dei labbri per ottenere robustezza e facilità di inserimento delle cartucce. Si ha così un regolare percorso di alimentazione sotto la spinta dell’otturatore. La suola elevatrice è in acciaio e il fondello in lega leggera sporge appena dal profilo del sottoguardia; il bloccaggio in sede avviene grazie a un traversino fisso, sempre in acciaio, e il fermo di un ampio dente posteriore.

La calciatura

Per questioni di praticità d’impiego, stabilità dimensionale, costo e minor peso è stata scelta una calciatura in sintetico d’un classico color grigio scuro e dalle forme altrettanto normali, dove per normali s’intende lineari e funzionali. Il calcio con nasello e dorso rialzati, appoggia guancia ben aggettante e dai profili arrotondati si presta bene al tiro con l’ottica posizionando l’occhio in asse con il cannocchiale; la pistola ben arcuata e scampanata ferma la mano nella postura giusta per raggiungere il grilletto, il calciolo in spessa gomma ammortizzante riduce parecchio la sensazione di rinculo. Il fusto squadrato con spigoli marcatamente arrotondati sfocia nell’asta con sezione inferiore piatta, poi tondeggiante e infine con due profondi incavi longitudinali: stabile per il tiro in appoggio e ben chiudibile nella mano debole in quello a bersagli in movimento. Le zigrinature stampate presentano cuspidi giustamente a spigolo così da garantire una presa ferma e sicura anche con mani bagnate. Da ultimo le due magliette portacinghia sono del tipo fisso con perno riportato.

Test al poligono di tiro
Due bersagli ottenuti a 100 m con cartucce Federal Power Shok e palla SP da 180 gr: le terne di colpi stanno fra 22 e 24 mm quindi un ottimo risultato considerata la tipologia di munizione prettamente venatoria

Una breve prova in poligono

Ipotizzando un’uscita a caccia abbiamo provato il fucile con cartucce normali, di costo contenuto e, visto il calibro .308 Win., di una Casa statunitense: le Federal Power Shok con palla SP da 180 gr si sono rivelate ben gradite al passo di rigatura realizzando rosate a 100 mediamente tra 22 e 24 mm. Per un’arma prettamente da caccia, da rodare e con  munizionamento venatorio ci pare un eccellente risultato a conferma che la Sabatti ha saputo creare un modello decisamente nuovo nella struttura, impiegando i materiali adeguati alla ricerca della leggerezza, a cui si aggiunge la canna con la rigatura brevettata MRR a cui si deve una parte non secondaria del successo.

Grazie a Giorgio Rosso e a Kevin Ballauri del poligono di Carrù per l’amichevole accoglienza e la cordiale disponibilità in occasione delle prove di tiro

5/5 (9)

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