Il fatto di cronaca
Riportiamo dalla rubrica “Cacciapensieri” della Federcaccia provinciale di Brescia: “Le notizie date a metà; potremmo definire così quella che ha avuto un eco mediatico, sia al TG5 che sul giornale “Il Giorno”, sul salvataggio della giovane mamma uscita di strada in auto in Val Sabbia e ritrovata grazie alla intraprendenza ed alla curiosità di un cane setter bianco e nero di sei mesi, a cui è stato dato il nome di Leone perché nato nei giorni del conclave e dell’insediamento di Papa Leone XIV. Diciamo a metà perché, quando venne intervistato il proprietario, cacciatore dai 16 anni e già presidente Federcaccia di Nozza di Vestone, ora in pensione, Fabrizio Pialorsi, gli venne tassativamente impedito di dire che il cane era da caccia e che lui stesso era un cacciatore, che stava camminando nei prati e in quel canale esercitando la propria passione”.
Imparzialità della comunicazione
“Quasi che il salvare una persona, perché di questo si tratta dato che, se fossero trascorsi ancora pochi minuti sarebbe stata una tragedia, risultasse diverso se a farlo fosse una persona senza o con la passione della caccia; questo la dice lunga sulla imparzialità dei mezzi di comunicazione, sul clima attorno a noi e, consentiteci, sulla prevenzione mentale di professionisti quantomeno parziali, se non in malafede. A noi interessa soltanto rilevare che la mamma sta meglio, che chiunque ha avuto un ruolo, il cane Leone ed il cacciatore Fabrizio, meritano un grande plauso; ancor di più perché si è arrivati in tempo per poterla trasportare all’ospedale e far assistere dai medici”.
Il ruolo dei cacciatori
“E, vista la parzialità dei mezzi di informazione, abbiamo ritenuto di completare noi la notizia per l’altra metà ringraziando il nostro Cacciatore Fabrizio ed il suo curioso cane da caccia Leone, che rimangono tali, nella passione, aldilà di chi ci vorrebbe accenderci e spegnerci a piacimento, con le omissioni di ruolo e di appartenenza. Ci piace pensare che questo risultato sia da ascrivere sicuramente al nostro socio, ma che ci abbia messo molto del proprio anche la divina Provvidenza”.


































