Attività di contenimento
Solo 32 cinghiali abbattuti nel 2025 nei parchi del Trebbia, dello Stirone e del Piacenziano. È il dato che ha spinto il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) e il consigliere comunale di Rivergaro Giampaolo Maloberti (Fratelli d’Italia) a presentare un’interrogazione alla Regione Emilia-Romagna e una richiesta di accesso agli atti sulla gestione delle attività di contenimento del cinghiale nelle aree protette della provincia di Piacenza. «Il contenimento della popolazione di cinghiale è una delle misure fondamentali per contrastare la diffusione della Peste Suina Africana – spiega Tagliaferri – ma nelle aree parco del territorio piacentino i numeri risultano estremamente contenuti».
Zone parco
Per questo motivo il consigliere regionale ha chiesto alla Giunta regionale di chiarire quali siano state le modalità operative adottate nei parchi e se gli interventi di gestione della specie siano stati realmente efficaci. Nel comunicato Tagliaferri e Maloberti richiamano anche il lavoro che nel 2023 era stato avviato sul territorio piacentino. «In quell’anno – spiegano – la Polizia provinciale di Piacenza era stata capofila di una cabina di regia, attivata su impulso delle associazioni sindacali agricole e con la collaborazione delle associazioni venatorie e degli Ambiti territoriali di caccia (ATC)». L’obiettivo era quello di rendere più efficaci gli interventi di contenimento della specie, consentendo di applicare regole analoghe anche nelle zone parco per i piani di controllo, in modo da rafforzare l’efficacia delle attività di depopolamento del cinghiale.
Tutela del comparto economico
«Si trattava di un lavoro importante – sottolineano – costruito grazie alla collaborazione tra istituzioni, mondo agricolo e mondo venatorio. Un patrimonio di esperienza e di coordinamento territoriale che oggi rischia di essere stato disperso». La tutela di un comparto economico strategico Il tema, spiegano i due esponenti di Fratelli d’Italia, riguarda anche la tutela di un comparto economico strategico. «La provincia di Piacenza è uno dei territori più esposti al rischio PSA per la presenza di numerosi allevamenti suinicoli – afferma Maloberti – e la filiera suinicola dell’Emilia-Romagna rappresenta uno dei comparti più importanti dell’agroalimentare regionale». Secondo le stime del settore, la filiera suinicola regionale vale infatti circa 5 miliardi di euro. «Il contrasto alla Peste Suina Africana – concludono – richiede azioni chiare, coordinate e realmente efficaci. La tutela della filiera suinicola e dell’economia agricola piacentina passa anche da una gestione attenta e tempestiva della fauna selvatica».





































