L’argomento che tiene banco
La madre di ogni vizio. È così che lo scrittore Giovanni Battista Casti definiva l’ipocrisia, atteggiamento che fa sfondo all’ultima riflessione di Stefano Castellani, cacciatore romano molto apprezzato sui social, nel suo blog. Lo spunto comincia con la citazione dell’argomento venatorio di più stretta attualità: “Da qualche giorno l’argomento che tiene banco sul web è il nuovo DDL Caccia (“lo sparatutto”, come amano chiamarlo coloro che rifiutano l’attività venatoria) ma, come avrete capito dal titolo, il protagonista di questo approfondimento non è il DDL, bensì l’ipocrisia (e l’ignoranza in materia venatoria) che alberga nel cuore di tante persone, più o meno famose“.
Il ruolo dei vip
Castellani ha poi aggiunto: “Tanti personaggi si sono espressi contro questo DDL: personaggi dello spettacolo, giornalisti, direttori… Tutti personaggi con un seguito enorme e quindi, che piaccia o no, tutti in grado di influenzare potenzialmente il loro pubblico. Ebbene, tutti questi personaggi si sono scagliati contro questo disegno di legge, tutti contro l’attività venatoria, contro le brutali pratiche di questi “minus sapiens che girano armati per i boschi“. Nulla in contrario, sia chiaro: non siamo tutti uguali (per fortuna) e non abbiamo tutti le stesse idee. Ritengo tuttavia che chi ha la fortuna di potersi rivolgere a un ampio pubblico debba farlo con molta professionalità ed onestà intellettuale. Ne ho lette di tutti i colori: come ad esempio che il colombaccio verrà inserito nell’elenco delle nuove specie cacciabili (lo è storicamente da sempre) oppure che i cacciatori potranno cacciare sulle spiagge tra gli ombrelloni ecc… tutto falso, solo frasi di forte impatto per suscitare curiosità ed indignazione. Dal mio punto di vista il problema non è solamente chi fa disinformazione (di questo si tratta), ma anche chi legge e non si informa, lasciandosi trasportare dalla notizia e dalla popolarità del personaggio che fa determinate dichiarazioni“.
Contraddizione
Ma dove questa ipocrisia? La riflessione approfondisce l’argomento più nel dettaglio: “Il social, come ben sappiamo, è un’arma a doppio taglio; pur di ricevere like e commenti “siamo” disposti a tutto e quindi a volte ci lasciamo andare, pubblicando i momenti più belli della nostra vita comprese cene e pranzi in famiglia. Ecco quindi che tra le tante foto coi nostri gattini, cagnolini e violette spunta una bistecca di manzo; oppure ecco che, tra le foto delle nostre manine delicate che sembrano tenere in mano il sole che tramonta sul mare, spunta una paella valenciana o un bel piatto di spaghetti con le vongole. E di chi sono queste meravigliose foto? Di chi si accanisce contro l’attività venatoria, di chi augura la morte ad un Cacciatore che uccide un altro essere vivente. Ma c’è di più! Sono proprio i vari personaggi dello spettacolo, giornalisti e direttori a dichiarare apertamente che mangiano carne, pur essendo contro l’attività venatoria! Allora mi chiedo: state difendendo gli animali o state facendo propaganda politica? Dov’è la coerenza? Dov’è il rispetto verso il mondo animale che tanto professate? Dov’è il rispetto verso chi crede in voi o in quello che rappresentate? Siete consapevoli che quella carne è nata e cresciuta in un recinto e macellata da qualcuno per voi? Siete consapevoli che quella è una pallina di riso con sopra un pezzo di pesce che è stato ucciso perché voi volevate “mangiare il sushi“? Siete consapevoli che … Sì, io credo che lo siate…“.




































