Il Tar Liguria boccia il Governo sulla chiusura anticipata della caccia al tordo

I giudici hanno smentito la ricostruzione del Consiglio dei Ministri in merito ai poteri sostitutivi, dando ragione al ricorso presentato da Federcaccia.

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Puglia

caccia al tordoFedercaccia ha reso nota la sentenza depositata oggi dal Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria in merito alla chiusura anticipata della stagione venatoria 2015-2016 da parte del Consiglio dei Ministri. In pratica, i giudici hanno dato ragione alla Regione Liguria e al suo ricorso presentato insieme alla stessa federazione, a Enalcaccia, ANUUMigratoristi e Arcicaccia per chiedere l’annullamento della delibera del Governo Renzi. In estrema sintesi, il TAR ha smontato le argomentazioni del CdM, soprattutto per quel che riguarda il potere sostitutivo, riconoscendo alle regioni italiane il diritto di fissare delle date diverse da quelle dei Key Concept nazionali se queste sono sostenute dal punto di vista scientifico. Nel caso della Liguria, la caccia al tordo bottaccio è stata chiusa in anticipo di 11 giorni lo scorso 20 gennaio.

Come sottolineato da Federcaccia, è stata ribadita la mancanza di presupposti perché il Governo potesse intervenire con i poteri sostitutivi: per i giudici, inoltre, la giustificazione del caso EU Pilot non è un’integrazione all’accertamento del mancato rispetto delle leggi comunitarie, elemento fondamentale per far subentrare questi poteri. Nel comunicato si può leggere come il TAR Liguria abbia rilevato un altro aspetto interessante.

In effetti, la guida della Commissione Europea alla disciplina della caccia per quel che concerne l’applicazione della Direttiva 147 del 2009 (“Conservazione degli uccelli selvatici”) permette alle regioni degli Stati membri di fissare date diverse per ogni singola specie. Nello specifico, si possono modificare i giorni dei Key Concept in caso di dati scientifici che evidenzino la differenza nell’inizio della migrazione pre-nuziale.

La pronuncia appena spiegata viene giudicata “importantissima” da Federcaccia, la quale ha usato anche l’aggettivo “storica” senza timore di esagerare: la federazione aveva sostenuto più volte l’importanza di questi dati tecnici e scientifici, vale a dire quelli che sono pubblicati dalle ricerche ufficiali e dagli studi aggiornati per le regioni. In aggiunta, la guida interpretativa è stata ritenuta più che valida, come sostenuto dall’associazione e dai suoi uffici tecnici, a cui è stato rivolto un sentito ringraziamento per aver consentito di raggiungere un simile risultato. La nota si conclude con un auspicio.

Federcaccia spera infatti che il Ministero dell’Ambiente e il Consiglio dei Ministri prendano atto della totale mancanza di sostenibilità delle loro posizioni sul tema: di conseguenza, dovrebbero rivedere da cima a fondo le loro convinzioni e lasciare perdere una volta per tutte questo obiettivo, dato che non ha alcun motivo di esistere da ogni punto di vista il cambiamento dei tempi di caccia della migratoria per il tordo bottaccio (discorso valido anche per beccaccia e cesena).

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