Federazione Italiana della Caccia: Prosegue il cammino verso l’unità del mondo venatorio. Una serie di incontri aperti a dirigenti e cacciatori porterà la FIdC ad una assemblea di organizzazione prevista a maggio per affinare il processo di ristrutturazione della Federazione. Approvato il bilancio preventivo 2015. Al lavoro per la creazione di una Confederazione dei cacciatori italiani.
Si è svolta sabato scorso, 20 dicembre, a Roma la 48^ Assemblea nazionale della Federazione Italiana della Caccia. Alla presenza di tutto il Consiglio di presidenza, con l’eccezione, giustificata da motivi personali, del vice presidente Antonio D’Angelo, che non ha mancato di far giungere i suoi saluti, una platea attenta e partecipe ha seguito tutte le fasi dei lavori assembleari. Questi hanno preso il via con una breve, ma come sempre molto sentita relazione del vice presidente Lorenzo Carnacina, nel suo ruolo di responsabile dell’Ufficio gestione ambientale. Carnacina ha sottolineato come la collaborazione fra l’Ufficio e un numero sempre crescente di pubbliche amministrazioni ha portato a risultati positivi sotto diversi aspetti per la caccia e la corretta applicazione delle normative nazionali e internazionali. Soffermandosi sugli ultimi procedimenti EU Pilot aperti nei confronti del nostro Paese, ha evidenziato come le considerazioni tecniche in merito dell’Ufficio avifauna migratoria siano state condivise da Face Italia e da questa tempestivamente trasmesse a tutti gli uffici competenti di ogni Regione. Sulla questione, ha anche osservato come una semplice richiesta di informazioni da parte della Commissione competente europea sia stata tradotta dal Ministero dell’ambiente in un invito, a nostro avviso infondato e non giustificato dalle norme italiane e dalla Guida interpretativa della Direttiva europea, alle Regioni a ridurre i tempi di caccia di tordo, cesena e beccaccia.
A questa richiesta del Ministero, quelle Regioni che nella stesura dei propri Calendari venatori hanno rispettato e applicato correttamente tutte le indicazioni e le normative ricordate, hanno fatto e auspichiamo continuino a fare, opposizione convinte della legittimità e correttezza delle memorie tecnico scientifiche portate a sostegno degli stessi. Una posizione che Federcaccia condivide e sulla quale le affiancherà con tutto il suo supporto. Dopo il vice presidente, il dottor Michele Sorrenti ha ripercorso le ricerche e le attività dell’Ufficio avifauna, mostrando che a fronte di un impegno non semplice, per il quale vanno ringraziati tutti i tecnici e i cacciatori che collaborano alle diverse raccolte dati, si stanno ottenendo risultati sempre più concreti, consolidando una immagine di serietà ed efficienza sia a livello nazionale che internazionale.
La dottoressa Giorgia Romeo, responsabile scientifica dell’Ufficio fauna stanziale, gli ha fatto seguito con una interessante relazione sulla lepre, focalizzandosi in particolare sul suo declino in alcune zone della Pianura Padana, un fenomeno in controtendenza con la situazione stabile o in aumento delle popolazioni nel resto d’Italia e sul quale per il momento non sembrano esserci cause certe, anche se numerosi dati parrebbero indicare un problema di coabitazione con la minilepre, che influirebbe negativamente trasmettendo agenti endopatogeni. Per una migliore individuazione delle cause, così come per la raccolta dei dati contemporanea alle azioni di cattura, la dottoressa Romeo ha sottolineando anche in questo caso l’importanza fondamentale della collaborazione dei cacciatori.
Al termine dei due apprezzati interventi tecnici, con l’elezione di Giacomo Lanzini, vicepresidente provinciale di Brescia, a presidente dell’Assemblea, si è aperta la parte più propriamente istituzionale. Dopo l’illustrazione da parte del presidente Dall’Olio del bilancio di previsione 2015, ancora una volta in pareggio, la positiva relazione del Collegio dei revisori dei conti e la risposta ad alcuni chiarimenti richiesti dall’assemblea, si è passati alla votazione, che lo ha visto approvato all’unanimità. Dopo questo passaggio formale, il presidente Dall’Olio ha preso la parola per la sua relazione, improntata come sempre su una analisi critica e concreta della realtà associativa e della situazione del mondo venatorio. Riunificazione delle diverse voci dell’associazionismo e compimento del progetto “Federcaccia di domani” sono i due obbiettivi, non disgiunti, che il presidente ha indicato, non per la prima volta, come necessari perché il mondo venatorio possa rispondere più e meglio al suo ruolo di fronte alle Istituzioni, alla società civile e ai cacciatori stessi. “È un percorso – ha sottolineato il presidente – che va fatto insieme e la FIdC ha il dovere per struttura, numeri, forza, storia e valori che gli sono propri, di indicarlo e portarlo a compimento”. “Una maggiore specializzazione e professionalità è necessaria non solo a Roma, ma in tutta la nostra struttura – ha ricordato -. Un maggior confronto con la periferia è a questo punto necessario e dunque daremo il via a partire da febbraio a una serie di riunioni sul territorio rivolte non solo ai dirigenti locali, ma soprattutto ai cacciatori, perché dal confronto scaturiscano idee e richieste. Il risultato confluirà in una conferenza di organizzazione prevista per il prossimo maggio, che coinvolgerà tutti i dirigenti e sarà arricchita dalle diverse esperienze necessarie. Un confronto nelle sedi opportune che non arresterà il processo unitario, al quale anzi darà nuova spinta.
Sarà la nuova struttura che ne nascerà a fare per sua stessa natura da catalizzatore dell’unità, per divenire quel soggetto unico cui guardano per primi i cacciatori, ma anche Istituzioni e perfino i nostri antagonisti, e che parlerà con una voce unica di e per la caccia. Nel frattempo non staremo ad aspettare. Prosegue, con una voglia comune di trovare una soluzione condivisa, la revisione del modello di Face Italia, allargata anche a chi, come Arcicaccia non ne ha fino ad ora fatto parte, per raggiungere una Confederazione dei cacciatori Italiani, alla quale speriamo vogliano aderire anche EPS e Italcaccia. Una Confederazione che supererà i limiti dell’organizzazione attuale di Face Italia, che pure molto è riuscita a fare, con pochi clamori ma molta sostanza, per la caccia. Una Confederazione dove in attesa della riunificazione che auspichiamo, mantenendo le proprie identità, si parli però con una necessaria voce sola”.
E proprio su questo tema, il presidente Enalcaccia Lamberto Cardia, attuale coordinatore di Face Italia, assente per impegni istituzionali, ha inviato una lettera in cui sottolinea come “si sia individuato l’essenziale punto di convergenza per la sollecita sottoscrizione di un protocollo d’intesa fra tutte le AAVV nazionali riconosciute, rivolto all’approdo in tempi rapidi in una confederazione che possa affrontare in comunione di intenti e di unitaria rappresentanza confederale le emergenti e sempre più urgenti problematiche venatorie”. L’applauso che ha concluso la relazione e gli interventi seguiti hanno messo in luce il sostanziale accordo e soddisfazione dell’assemblea su quanto espresso dal presidente Dall’Olio.
Ospiti anche di questa assemblea il presidente di ANUUMigratoristi Marco Castellani e di Arcicaccia Osvaldo Veneziano. Castellani ha ricordato che il suo parere sull’unità è noto, e conscio del ruolo di “traino” di Federcaccia è ben lieto di portare il proprio contributo al processo in essere, cosa fatta nel passato e che non cambierà nel prossimo futuro. Più articolato l’intervento di Veneziano, che ha sottolineato le mutate condizioni e rapporti che si sono delineati negli ultimi mesi, e che hanno portato a una sempre più stretta collaborazione espressa nella ricerca di un agire comune attuato su vari tavoli, tutti rivolti a ritrovare oltre che unità maggiore rappresentatività. Riprendendo la parola, il presidente Dall’Olio ha ricordato che FIdC sta seguendo ogni aspetto delle tante e diverse questioni che riguardano la caccia, e lo fa non basandosi su opinioni ma su conoscenza, sia tecnico scientifica che tecnico giuridica. Concludendo, ha ricordato come la revisione dell’assetto del territorio, attraverso la scomparsa delle province riaprirà necessariamente la questione 157, imponendone la revisione. “Dobbiamo essere pronti ad essere interlocutori affidabili e credibili per gestire la governance di quel 70% di territorio su cui operiamo – ha sottolineato -, ma lo potremo fare solo cambiando velocemente il nostro approccio e la nostra visione della caccia e del suo ruolo”.
Roma, 22 dicembre 2014 – Ufficio stampa Federazione Italiana della Caccia
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