Battute finali
La telenovela dell’ATC FI 4 sembra ormai essere giunta alle battute finali di un’ultima, triste puntata. Dopo una lunga serie di posizioni e scelte fortemente discutibili sotto il profilo della corretta gestione faunistico-venatoria, assunte in assenza di un adeguato confronto e in evidente contrasto con larga parte dei cacciatori iscritti e delle Associazioni venatorie che li rappresentano, siamo ormai di fronte all’epilogo di un’esperienza profondamente logorata e contraddittoria. Pochi giorni fa, l’associazione di protezione ambientale ENDAS, anche con i voti di Terra Nostra, ha revocato il proprio rappresentante e Presidente dell’ATC FI 4, Piero Galeotti. Una decisione che assume contorni ancora più paradossali se si considera che Federcaccia-UCT, al momento della costituzione del Comitato, non aveva sostenuto la candidatura di Galeotti, ma aveva proposto un candidato alternativo. Galeotti fu invece nominato su indicazione di ENDAS ed eletto grazie al sostegno di quella maggioranza che oggi, a distanza di tempo, arriva a sfiduciarlo. Una circostanza che rende ancora più evidenti le responsabilità di chi ha sostenuto questa esperienza amministrativa e che soltanto adesso sembra prenderne le distanze.
Le critiche alla gestione
Le parole del rappresentante regionale di ENDAS, nonché esponente di Libera Caccia, sono suonate come fulmini in un cielo plumbeo, con una dura critica a una gestione che “ha progressivamente perso il contatto con il territorio, con i cacciatori e con le stesse associazioni che dovrebbero essere protagoniste delle scelte faunistico-venatorie”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’approvazione di un nuovo provvedimento sulle modalità di svolgimento della caccia di selezione, che ha provocato forti difficoltà applicative, problemi tecnici e serie preoccupazioni sotto il profilo della sicurezza. Ne sono conseguite le dimissioni dei responsabili dei distretti e una ferma presa di posizione delle Associazioni venatorie provinciali, in primo luogo la Federcaccia-UCT di Firenze e di Prato, che hanno chiesto fin da subito un intervento per giungere a una radicale revisione del provvedimento.
Il momento di cambiare pagina
Fermo restando che anche per la nostra Associazione è ormai giunto il momento di cambiare pagina e prendere atto di una situazione divenuta irreversibile, appare paradossale il tentativo di ENDAS e Libera Caccia, attraverso i propri dirigenti, di fare di tutta l’erba un fascio. Il Presidente Galeotti è stato indicato da ENDAS ed eletto da una maggioranza dei componenti del Comitato dell’ATC FI 4. Ha operato con il sostegno dell’associazione che oggi lo sfiducia e anche di Libera Caccia stessa, che soltanto adesso tenta di prendere le distanze da una gestione alla quale ha contribuito in maniera determinante. La posizione di Federcaccia-UCT è invece chiara: non sussistono più le condizioni per proseguire questa esperienza e anche l’attuale fase di transizione rischia di aprire una situazione di incertezza sotto il profilo amministrativo e della legittimità degli atti.
Le future ed eventuali riunioni
In assenza di una presa d’atto concreta da parte del Presidente Galeotti, che dovrebbe rassegnare formalmente le proprie dimissioni, e in attesa che si completi la procedura di recepimento della revoca da parte della Regione Toscana e della nomina del nuovo rappresentante, il Comitato e i suoi amministratori rischiano di trovarsi in una condizione non chiaramente definita, con possibili ripercussioni sulla legittimità degli eventuali provvedimenti adottati. Per queste ragioni, Federcaccia-UCT invita i propri rappresentanti a sospendere la partecipazione alle future ed eventuali riunioni del Comitato fino a quando non sarà ristabilita, ai sensi dell’articolo 4, comma 4, dello Statuto, la piena legittimità degli organi dell’ATC FI 4 (Ufficio stampa Federcaccia Toscana-UCT).

































