La vicenda
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto non ha voluto sentire ragioni: un cacciatore di Montagnana (provincia di Padova) si è visto confermare dai giudici la revoca della propria licenza a causa di una vicenda che non poteva non destare sensazione a livello locale (e non solo). Tutto è cominciato quando l’uomo era impegnato in una battuta di caccia e si è accorto che il proprio cane era stato colto da un malore.
La decisione della prefettura
Per prestare soccorso all’animale, il cacciatore avrebbe quindi lasciato incustodito il proprio fucile, lasciandolo a distanza e non trovandolo più al proprio ritorno. Oltre al danno, la beffa: la Prefettura ha accertato l’omessa custodia e ha detto no al porto d’armi per violazione degli obblighi di diligenza nella custodia delle armi. Il cacciatore ha quindi deciso di presentare ricorso al TAR.
La sentenza del TAR
I giudici amministrativi hanno ricalcato la decisione del Prefetto. La giustificazione dell’uomo non è stata considerata valida: a suo dire, il malore del cane gli avrebbero fatto vivere degli intensi momenti di agitazione che gli avrebbero fatto dimenticare il fucile. Agitazione che però non può essere una scusante in caso di omessa custodia delle armi.
































