Bracconaggio a Brescia: terminano le Operazioni dei NOA

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BRACCONAGGIO: LE ASSOCIAZIONI CHIDONO AL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE MAGGIORI CONTROLLI

”Siamo sconcertati, terminare ora l’attivita’ di contrasto al bracconaggio nei boschi del bresciano significa consegnare decine di migliaia di uccelli nelle mani dei bracconieri”.

In una lettera inviata al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Luca Zaia e al Comandante del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone, le associazioni ENPA, Fare Verde, LAC, LAV, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia chiedono che l’Operazione antibracconaggio Pettirosso non si interrompa venerdi 23 ottobre

, ma che prosegua fino alla fine del periodo migratorio per garantire un efficace contrasto alla caccia illegale in provincia di Brescia, dove ogni anno si compie una strage di piccoli uccelli protetti.

”L’Operazione Pettirosso, attuata dal NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio) del Corpo Forestale dello Stato – scrivono le associazioni – era gia’ stata accorciata di una settimana rispetto allo scorso anno, passando quest’anno da 5 a 4 settimane. Terminare ora con un’ulteriore settimana di anticipo, mentre migliaia di piccoli uccelli in migrazione attraversano le valli del bresciano, significa che decine di migliaia di essi cadranno dalla prossima settimana vittime dei bracconieri, che li cattureranno con reti, tagliole e trappole”.

”Grazie alla costante azione del Corpo Forestale dello Stato – continuano le associazioni – il fenomeno del bracconaggio ha conosciuto nel bresciano una decisa riduzione senza pero’ cessare di rappresentare un pericolo per la fauna in migrazione: lo dimostrano le oltre 70 notizie di reato trasmesse fino a oggi alla Procura della Repubblica e gli oltre 120 bracconieri denunciati durante l’operazione Pettirosso dello scorso anno”.

”Chiediamo dunque al Ministro Zaia – concludono le associazioni – che venga garantita la prosecuzione dell’Operazione Pettirosso da parte del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato fino alla fine del periodo del passo migratorio come negli anni precedenti, al fine di garantire il rispetto della legalita’ e la tutela della fauna”.

Fonte: ASCA

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