Caccia: Febbo e Chiodi diffidati da Lac e Animalisti Italiani

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Caccia: Animalisti Italiani e Lac diffidano Chiodi e Febbo

Lanciano, 23 ott – Il Tribunale Amministrativo Regionale di L’Aquila, con l’ordinanza n. 200/09 R.G. Ord. Sosp. depositata il 15/10/09, ha accolto la domanda cautelare formulata dalle Associazioni Animalisti Italiani Onlus e LAC con ricorso n. 330/09 R.G., ed ha sospeso la Delibera della Giunta Regionale n. 416/09 con cui è stato approvato il calendario venatorio regionale 2009/2010.
La notizia è stata pubblicata sul sito della Regione Abruzzo unitamente ad un comunicato urgente del Servizio Regionale competente in materia di caccia, poi trasfuso nella determinazione DH8 n. 29 del 16/10/09 del Dirigente del Servizio,

 con cui il predetto Dirigente, dopo aver affermato che “nelle more delle ulteriori valutazioni di competenza della Giunta Regionale, appare necessario  adottare, in primis, un atto formalmente ricognitivo degli effetti dell’ordinanza”, ha disposto che solo il prelievo venatorio della starna “è da ritenersi immediatamente sospeso nelle more dell’accertamento della effettiva consistenza dei relativi stock faunistici”.

“La Regione Abruzzo continua ad ignorare la portata dell’Ordinanza- ha sottolineato Walter Caporale, Presidente “Animalisti Italiani Onlus” e consigliere regionale- Siamo stati dunque costretti a diffidare il Presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi e l’Assessore alla caccia, Mauro Febbo.
Il nostro Avvocato ha inviato per nostro conto una diffida che invita il Presidente e l’Assessore a voler rendere noto a tutti, ed immediatamente, che il calendario venatorio è interamente sospeso, e che dunque il divieto di prelievo venatorio vale non solo per la starna ma per tutte le specie cacciabili, sino ad una nuova legittima Delibera della Giunta Regionale.
Solo una nuova delibera della Giunta Regionale, che si conformi alle concludenze consultive dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) o che motivi adeguatamente le ragioni del dissenso potrà modificare efficacemente il calendario venatorio, consentendo una riapertura della caccia. Ma fino a quel momento il calendario venatorio, in esecuzione dell’ordinanza del TAR, deve essere interamente sospeso, e deve essere fatta finalmente chiarezza su questo punto, al fine di consentire una corretta informazione da parte di tutti i cittadini.
Si continua , inoltre, a sottacere che la mancanza dei dati scientifici, che devono essere raccolti secondo le indicazioni dell’ISPRA al fine di consentire la programmazione dell’attività venatoria, riguarda tutte le specie. In altre parole, la caccia può riprendere solo con una nuova delibera di Giunta che approvi un nuovo Calendario Venatorio al cui interno sarà ammessa la caccia solo alle specie i cui dati scientifici sulle consistenze delle popolazioni ne consentano il prelievo. In assenza di questi dati il Calendario Venatorio non può essere redatto e la caccia in Abruzzo resta ferma. Questa è l’unica vera interpretazione dell’Ordinanza.
Solo in Abruzzo si permette che la determina del Dirigente del Servizio Economia Ittica e Programmazione Venatoria vanifichi la portata dell’ordinanza del TAR, che ha sospeso integralmente la Delibera di Giunta con cui è stato approvato il calendario venatorio. Siamo tutti nelle mani del predetto Dirigente, che potrebbe anche ritenere non sospesa neppure la caccia alla starna, consentendo anche il prelievo venatorio di tale specie.

Fonte: Il Capoluogo.com

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