Massima allerta
Siglata una Convenzione con Città metropolitana e ATC BO3 per il coordinamento delle attività e il coinvolgimento dei cacciatori locali. L’Ente Parchi Emilia Orientale annuncia l’avvio operativo del nuovo “Piano di gestione e controllo del cinghiale” all’interno del territorio del Parco regionale del Corno alle Scale. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle misure urgenti per il contrasto alla Peste Suina Africana, un’epidemia che sta colpendo diverse aree europee ed italiane, comprese alcune zone limitrofe alla provincia di Bologna. La situazione richiede la massima allerta: il Comune di Lizzano in Belvedere è attualmente classificato dal Commissario Nazionale straordinario come “Zona di Restrizione 1”. Si tratta di un’area ancora indenne dall’infezione, ma considerata ad alto rischio poiché confinante con territori in cui sono state rinvenute carcasse di cinghiale infette.
Densità dei selvatici
In coerenza con le Ordinanze commissariali, l’Ente Parchi ha predisposto un Piano mirato alla drastica riduzione della densità del suinide, principale canale di trasmissione della malattia, ottenendo il parere favorevole dell’Istituto Superiore per la Prevenzione Ambientale. “La Peste Suina Africana è purtroppo presente in diversi territori confinanti con il bolognese”, ha dichiarato il Presidente dell’Ente Parchi Emilia Orientale, Tiberio Rabboni, “Dobbiamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per isolare l’infezione ed impedirne l’ingresso nel nostro territorio. In particolare, occorre ridurre il numero dei cinghiali, possibili vettori della diffusione dell’infezione. Questo riguarda anche i Parchi regionali dove, normalmente, la caccia è vietata ma dove questi animali sono presenti. Da qui la necessità di attivare un Piano di controllo per la riduzione del cinghiale nel Parco regionale del Corno alle Scale, all’interno del Comune di Lizzano in Belvedere, zona di restrizione uno, e nel Parco regionale dei Laghi Suviana e Brasimone, area confinante con le province toscane di Pistoia e Prato caratterizzate da una elevata allerta. L’attuazione dei Piani si avvarrà, oltre che dei Guardia Parco, della preziosa collaborazione volontaria dei cacciatori locali abilitati, dell’ATC Bo 3 e della Polizia metropolitana di Bologna. Ancora una volta di fronte alle emergenze si dimostra la capacità dei tanti cittadini volenterosi, e delle istituzioni locali, di fare squadra per il bene comune”.
Efficacia degli interventi
Per l’attuazione dei Piani di Controllo del cinghiale è stata sottoscritta una specifica Convenzione con la Città metropolitana di Bologna e l’ATC BO3 che disciplina una sinergia operativa volta a garantire la massima efficacia degli interventi. Il personale di vigilanza dell’Ente Parchi e la Polizia della Città metropolitana coordineranno le attività avvalendosi del coinvolgimento attivo dei cacciatori locali abilitati che opereranno su base volontaria, seguendo rigidi protocolli di biosicurezza. L’accordo è finalizzato al comune obiettivo della riduzione dei cinghiali, alla ricerca delle carcasse infette, all’allestimento di appositi centri di supporto all’analisi veterinaria e all’informazione dei cittadini. L’accordo definisce inoltre un sistema di rimborsi spese per i coadiutori volontari, fondamentale per sostenere l’impegno necessario al raggiungimento degli obiettivi di messa in sicurezza del territorio. Da parte sua l’ATC Bo 3 collabora all’attuazione del piano sensibilizzando e coinvolgendo attivamente i cacciatori abilitati, interessati e disponibili. Il consigliere della Città metropolitana di Bologna, delegato ai piani di controllo della fauna selvatica, Franco Cima, ha dichiarato “Saluto con soddisfazione l’avvio operativo di questo Piano.
Strumenti trasversali
La Convenzione sottoscritta tra Città metropolitana, Ente Parchi, ATC Bo3, è la risposta concreta e coordinata che la situazione richiede: la peste suina africana è una minaccia reale che non conosce confini amministrativi e va affrontata con strumenti altrettanto trasversali. Il coinvolgimento dei cacciatori locali abilitati e della Polizia metropolitana dimostra che quando le istituzioni lavorano in sinergia diventa possibile coniugare l’efficacia degli interventi con il coinvolgimento degli operatori radicati sul territorio”. La Sindaca del Comune di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi, ha sottolineato che “Il Piano rappresenta un intervento responsabile e mirato, finalizzato alla tutela dell’ambiente, delle attività agricole e dell’intera filiera locale. Le operazioni saranno svolte in modo controllato, nel rispetto di rigorosi protocolli di sicurezza, grazie alla collaborazione tra istituzioni e volontari qualificati, a dimostrazione della capacità del nostro territorio di fare squadra. Allo stesso tempo, desidero rassicurare cittadini e visitatori: il Corno alle Scale continua ad essere un luogo accogliente, sicuro e di grande valore naturalistico. Le attività all’aperto, il turismo e la fruizione del Parco regionale, proseguono normalmente, offrendo a tutti l’opportunità di vivere un ambiente curato e protetto”. Le operazioni, che inizieranno nelle prossime settimane nel Corno alle Scale, saranno estese, a breve, tramite un analogo Piano di controllo, all’area del Parco regionale dei Laghi di Suviana, Brasimone e Santa Maria, previo un apposito incontro con gli attori locali. L’Ente Parchi ricorda che tutte le attività di controllo saranno svolte nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e con l’obiettivo prioritario di tutelare il patrimonio zootecnico e la biodiversità del nostro Appennino.




































