Esempio virtuoso
Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Il proverbio reso ancora più celebre di quanto non lo fosse già da Giovanni Trapattoni può essere scomodato senza problemi per descrivere la gestione della peste suina africana in Piemonte. Solamente due mesi fa, il modello di questa regione veniva considerato virtuoso, oltre che un esempio da esportare in altre nazioni europee, peccato che gli ultimi bollettini non inducano molto all’ottimismo.
Numeri poco incoraggianti
Dopo un periodo positivo, in cui l’assenza di casi di PSA in territorio piemontese lasciava ben sperare, il mese di aprile è stato caratterizzato da numeri poco incoraggianti. La positività al virus registrata dal penultimo bollettino dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta non è stata casuale, l’aggiornamento del 26 aprile è stato persino peggiore con ben 6 nuovi positivi tra i cinghiali.
Le ultime casistiche nel dettaglio
Il totale dei positivi sui cinghiali sale a 2.089 casi. Cresce a 810 in Piemonte, a 1.279 in Liguria. Proprio nel primo caso, gli episodi si riferiscono alle provincia di Alessandria, nello specifico il piccolo comune di Ponti, nel Monferrato. Intanto rimangono stabili a 10 i focolai riscontrati negli allevamenti suinicoli.



































