Spunto di riflessione
Tu chiamale se vuoi…emozioni. Non c’è niente di male a esternare i propri sentimenti, peccato che spesso l’emotività sia l’unica tecnica in mano al mondo animal-ambientalista per mettere in cattiva (se non pessima) luce il mondo venatorio. È proprio questo lo spunto di riflessione dell’ultimo video pubblicato sui social da Giulia Sottoriva, presidente di CONFAVI (Confederazione Delle Associazioni Venatorie Italiane).
36 anni di referendum bocciati
Queste le sue parole: “Gli animal-ambientalisti sostengono che la maggior parte dell’opinione pubblica sia contro la caccia. Eppure tutti i referendum contro la caccia, sia a livello nazionale che regionale, che si sono tenuti dal 1990 a oggi sono stati a larga maggioranza bocciati. Per sostenere le loro testi, gli animal-ambientalisti usano l’emotività per fare breccia sulla sensibilità delle persone”.
Cosa significa gestire la fauna selvatica
Sottoriva ha poi invitato a utilizzare soprattutto la testa in questo contesto: “Vi ricordate di Bambi o avete visto ultimamente le foto di qualche bambino che piange per un uccellino ucciso da un cacciatore? La gestione della fauna selvatica ha bisogno di razionalità e non di emotività utilizzando tutte le conoscenze di natura tecnico-scientifica che possano garantire l’equilibrio tra tutte le varie specie, oltre alla compatibilità tra la presenza della fauna selvatica e le attività umane. Non lasciatevi abbindolare dalle subdole tecniche di convinzione degli animal-ambientalisti. Quando si affrontano queste tematiche bisogna usare la testa e non la pancia o altre parti del corpo”.
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