Bracconaggio: Vicenza, bracconiere minaccia agenti con il fucile e scappa

Bracconaggio: Vicenza, bracconiere sorpreso dalla Polizia Provinciale non accetta il controllo e minaccia gli agenti con il fucile carico “Andè via o ve sparo”, riuscendo così a guadagnare la fuga, anche solo per poco.

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Caccia alla lepre
Carabineri - Gazzella
Carabineri – Gazzella

Bracconaggio nel vicentino. E’ accaduto a Recoaro Terme, in località Colle Colombo, dove due uomini si erano recati nel tardo pomeriggio per cacciare beccacce in appostamento; nella zona però c’era già una pattuglia della Polizia Provinciale per un servizio antibracconaggio in quella zona nota proprio per la caccia alla regina del bosco.

Gli agenti si sono così appostati per osservare i movimenti dei due soggetti constatando che questi si erano posizionati per cacciare le beccacce in appostamento; in particolare, dopo essere scesi dall’auto, i due soggetti hanno caricato i propri fucili da caccia appostandosi  poco distante in attesa dell’arrivo di qualche beccaccia. Il più anziano dei due ha poi invitato l’altro a lasciare l’auto aperta avvertendo: “Se arriva qualcuno andiamo via”.

Dopo circa mezz’ora di attesa, i due agenti hanno deciso di intervenire e, torce alla mano considerato che erano quasi le 18 circa, si sono avvicinati ai due bracconieri qualificandosi e chiedendo loro i documenti al fine di sottoporli a controllo di Polizia.

La circostanza però ha fatto adirare il bracconiere più anziano che alla richiesta degli agenti ha risposto puntandogli contro il fucile che imbracciava ancora carico e gridando testualmente: “Fermi là! Andé via o ve sparo. Vè via o ve sparo!”; i due agenti a tal punto si sono messi al riparo e, tentando di riportare la situazione alla calma, hanno intimato  all’uomo di scaricare il fucile e deporlo a terra ma questi senza battere ciglio ha proseguito ad inveire nei loro confronti: “Qua de note non gavì da esserghe”. Improvvisamente poi il bracconiere è fuggito a piedi seguito dal complice.

I due agenti della Provinciale a tal punto hanno chiesto rinforzi ed allertato i Carabinieri ed informandoli che il veicolo usato dai due bracconieri era stato abbandonato sul posto; per i militari non ci è voluto molto ad avere i dati del proprietario dell’autovettura ed in poco tempo si sono recati presso l’abitazione del soggetto chiedendogli di mostrare loro le armi e la licenza di caccia ma il giovane ha riferito che, a causa di provvedimenti penali a seguito di minacce, non possedeva più i requisiti per detenere armi pertanto non possedeva più i fucili da caccia.

Nel corso del controllo l’uomo è stato riconosciuto dagli agenti della Polizia Provinciale che lo avevano fermato poco prima a Colle Colombo; incongruenti inoltre le giustificazioni del personaggio in merito alla propria autovettura, a suo dire rimasta in panne già dalla mattina. Il giovane si è rifiutato infine di rispondere alle domande riguardanti il padre convivente e le armi da caccia che questi deteneva; da un controllo della denuncia d’armi dell’anziano genitore infatti, mancava proprio un fucile semiautomatico di proprietà di quest’ultimo ancora irreperibile al momento del controllo.

Solo l’indomani l’anziano bracconiere si è recato presso la Stazione dei Carabinieri di Recoaro ove nel frattempo era stato portato il figlio ed in tale circostanza è stato riconosciuto dagli agenti della Polizia Provinciale ai quali aveva puntato il fucile la sera prima; per i due soggetti è scattata la denuncia a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale aggravata poiché commessa con armi, per vari illeciti riguardanti la detenzione ed il porto abusivo di armi contestando loro inoltre le violazioni riguardanti la normativa venatoria.

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