Caccia alla Beccaccia sugli Alburni

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Abilitazioni venatorie

Caccia alla Beccaccia: Eccomi ancora qui, io e il mio cane Toki in giro per le montagne di casa mia a caccia della Regina del Bosco, la Beccaccia, il sogno di ogni cacciatore e penso anche di ogni cane da caccia fermaiolo.

E’ da quando ero un ragazzo, già appassionato di caccia, che giro per questi boschi sui monti dietro casa mia, il massiccio degli Alburni, nella provincia di Salerno, tra Sicignano e Petina, vicino al Parco Nazionale del Cilento. Una volta ci venivo con mio nonno e mio padre; devo dire però che cacciare da soli con il proprio cane è qualcosa di affascinante. Si odono tutti i suoni del bosco, senti il suono del tuo respiro, di quello del tuo cane ed il rumore dei passi sembra così forte da dare quasi fastidio. La caccia alla Beccaccia è stato il mio desiderio e la mia passione da quando sono cresciuto abbastanza da poter andare a caccia con mio nonno e mio padre; ho sempre creduto che fosse il tipo di caccia che più ti mette a confronto con la Natura con una preda per niente facile da scovare e capace quindi tirar fuori il meglio di ogni cacciatore. Grazie a mio nonno e mio padre ho sempre praticato la caccia secondo determinati valori di etica vivendo e tutelando la Natura: “Ama la Natura e rispetta l’ambiente. Caccia solo quello di cui hai bisogno ed abbi rispetto della tua preda”. Queste sono alcune delle mie regole da Cacciatore, da Cacciatore serio con la “C” maiuscola.

Siamo a fine ottobre e l’aria è bella fresca ma non fa freddo, almeno io non lo sento, ma forse sarà per la scarpinata fatta per arrivare fino a qui a più di 640 metri. Ho avuto fortuna, il cielo è limpido e non c’è una nuvola neanche a cercarla; l’erba intorno al sentiero brilla per via della rugiada dando a tutto il paesaggio un’atmosfera quasi da sogno.  Intorno a me pioppi, roverelle, rovi, ginepri cantano con il loro fruscio alla leggera brezza che sfiora la montagna. Toki mi precede ansimando mentre gironzola lungo il sentiero senza mai allontanarsi troppo da me. L’ho addestrato proprio bene fin da piccolo quando un mio amico me lo regalò. Toki è un Espagneul Breton, fermaiolo e riportista per eccellenza sia per l’innato istinto conferitogli dalla genetica propria della razza che per le innumerevoli ore trascorse ad addestrarlo.

Guardarlo all’opera è un piacere sta già perlustrando la zona come fa di solito per cominciare a prendere confidenza con il terreno di caccia; tutto intorno il bosco è abitato da olmi, roverelle, corbezzoli, qualche pino e camminando si viene investiti a volte dal profumo del lentisco, del mirto, del finocchietto e del rosmarino che in questo bosco crescono in abbondanza. Sembra proprio l’ambiente ideale di pastura per la Regina del Bosco. Toki continua il suo giro. Lo osservo continuamente per scorgere qualche segno della presenza della Beccaccia, talvolta rallenta e si ferma a testa alta per affinare la ricerca, specie in prossimità di alcune zone in cui la macchia si fa più fitta, annusando intorno per catturare qualsiasi odore; lo seguo ed ogni volta che sembra abbia sentito l’usta della Beccaccia tento di scorgere qualche ulteriore traccia del suo passaggio leggendo le fatte. Un buon cacciatore deve conoscere bene la propria preda, conoscerne le abitudini, il comportamento e le tracce che lascia. Nel caso della Beccaccia è utile saper leggere le fatte, cioè gli escrementi lasciati dal selvatico; questo può aiutarci a capire se nei dintorni ci sia o ci sia stata una Beccaccia e comportarci quindi di conseguenza.

Per ora ho trovato solo fatte secche, probabilmente della nottata appena trascorsa; speriamo di trovarne più fresche, ciò vorrebbe dire che qualche Beccaccia si trova ancora nei paraggi. È da quasi un ora ormai che scarpiniamo nella montagna ma pare che le Beccacce si siano ormai allontanate da questo posto. Non importa, insistiamo! Toki ha ancora voglia di girare e io con lui, la bellezza della caccia è anche questo: girare in mezzo alla Natura, in pino contatto con la Natura, in cerca della preda e divertirsi già solo con questo pure se il carniere resta vuoto. Però la speranza è l’ultima a morire e dopo un’incertezza nell’atteggiamento di Toki scorgo una serie di fatte fresche, sembrano brillare. Ci siamo! Una Beccaccia era probabilmente in pastura qua intorno fino a poco prima del nostro arrivo. Non ci vorrà molto e Toki sono certo che la troverà, gli faccio annusare meglio la zona ove abbiamo trovato le fatte fresche, “Vai Toki, Cerca! Cerca!”. Dopo un paio di giri più larghi improvvisamente Toki rallenta il passo, qualche annusata apparentemente ben diretta con fare circospetto verso un punto preciso e comincia una guidata verso la radice di un vecchio olmo a circa 50 metri davanti a me. L’ha trovata! 

Toki è un grande cacciatore ed è meraviglioso vederlo mentre esegue una splendida ferma, a dir poco statuaria, quasi rispettoso della Regina. Ora però tocca a me. Mi avvicino cercando di fare meno rumore possibile, imbraccio il mio Benelli Montefeltro Calibro 12 e resto in attesa del frullo. Il cane sembra avermi capito al volo e quando si accorge che sono in posizione per il tiro avanza ancora di un passo verso il punto dove ha scorto il selvatico ma Toki non riesce a concludere un solo passo che uno scartoccio improvviso rompe il silenzio innaturale del bosco. Il frullo della Regina che si alza in volo dai cespugli proprio dianzi a me; la beccaccia comincia così un volo basso con uno slalom velocissimo tra gli alberi che rende ancora più arduo il tiro; il primo colpo infatti si risolve in una clamorosa padella contro un pino ma con il secondo colpo riesco finalmente a fermare la fuga della Beccaccia. Toki non è più accanto a me già dal primo sparo, era immediatamente scattato verso la beccaccia seguendola durante il volo, infatti dopo alcuni istanti lo vedo già nei pressi del luogo dove ho visto cadere la Regina, “Porta Toki! Porta! Porta!”. Eccolo tornare verso di me trotterellando con in bocca una delle più belle beccacce che mi sia mai capitata. “Bravo Toki! Bravo!”. Dopo questa bella azione ci meritiamo uno spuntino prima di cominciare a cercare un’altra Regina in questa splendida mattinata di pura passione.

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