Il binomio che non ti aspetti
È il riconoscimento più ambito da ogni attore, consegnato in occasione di una serata che è diventata molto più di una semplice cerimonia. Il Premio Oscar è quanto di più gratificante ci possa essere nel mondo del cinema, ma c’è un segreto per riuscire a conquistarlo? Forse un segreto no, ma una coincidenza curiosa sì. Quando il film parla di caccia o è legato in qualche modo all’attività venatoria, il successo è quasi assicurato. Non è affatto un’esagerazione e basta controllare i vari vincitori delle passate edizioni per rendersene conto, tra l’altro è un binomio che non si riferisce soltanto a un unico periodo storico. Curiosi di scoprire quali pellicole legate alla caccia e ai cacciatori sono state premiate con l’ambita statuetta?
Il cacciatore
Già dal titolo si intuisce quanto la caccia sia preziosa per la trama di questo capolavoro. “Il cacciatore” (titolo originale: “The deer hunter”, letteralmente “il cacciatore di cervi”) è datato 1978 e a distanza di quasi mezzo secolo sa ancora emozionare come la prima volta. Diretto da Michael Cimino, annovera attori del calibro di Robert De Niro e Meryl Streep. La caccia al cervo in questo caso viene descritta come un vero e proprio rito in cui la disciplina e soprattutto il rispetto sono fondamentali: il “colpo solo” che deve essere sparato contro l’ungulato è molto più di una filosofia, è uno stile di vita. Candidato a ben 9 Oscar nel 1979, ne conquistò 5 (miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista, miglior montaggio e miglior sonoro).

La mia Africa
Ispirato dall’omonimo romanzo di Karen Blixen, “La mia Africa” uscì nelle sale nel 1985 e l’anno successivo sbancò letteralmente alla notte degli Oscar: le 7 statuette (miglior film, miglior regista, miglior sceneggiatura non originale, miglior fotografia, miglior scenografia, miglior sonoro e miglior colonna sonora) sono la conferma di un ottimo prodotto, gestito con sapienza da Sydney Pollack. Ancora una volta c’è Meryl Streep protagonista, insieme a uno splendido Robert Redford: la storia è quella del legame tra una scrittrice e un cacciatore, con la caccia che viene considerata ancora una volta come pieno rispetto della natura, ben esemplificata dalla scena in cui i protagonisti affrontano un leone.

Balla coi lupi
Nel 1990 Kevin Costner spopolò in questo toccante film di cui fu regista e interprete principale, prendendo spunto dall’omonimo romanzo di Michael Blake. Si parla dei nativi americani e si parla soprattutto della caccia al bisonte come momento sacro: non c’è spazio per la crudeltà, ma soltanto per l’aspetto più spirituale della caccia stessa, dandole ancora più valore. I sette premi Oscar conquistati nel 1991 testimoniano quanto il gradimento sia stato elevato fin dalla prima visione: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior sonoro e miglior colonna sonora drammatica.

L’ultimo dei Mohicani
È il 1992 e il copione si ripete: nelle sale cinematografiche esce un film legato al mondo della caccia ed è subito amore a prima vista. “L’ultimo dei Mohicani” di Michael Mann è la trasposizione sul grande schermo del romanzo di James Fenimore Cooper, in cui il protagonista Hawkeye è cresciuto come cacciatore e seguendo i valori del suo popolo. La caccia viene vista dunque come una sorta di onore, a partire dalla prima scena, quando un cervo viene abbattuto per poi rendergli tutti gli onori. Nel 1993, nonostante meritasse qualche riconoscimento in più, si assicurò il Premio Oscar per il miglior sonoro, grazie a una colonna sonora struggente e ancora indimenticata.

Revenant – Redivivo
Uscito nel 2015, “Revenant – Redivivo” è ricordato soprattutto come la pellicola che ha garantito a Leonardo DiCaprio il suo primo (sospirato) Oscar come miglior attore protagonista. Le statuette del 2016 furono anche quella per la miglior regia e la miglior fotografia). Il film di Alejandro González Iñárritu si basa in parte sul romanzo “Revenant – La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta” di Michael Punke. Il protagonista viene attaccato da un orso e abbandonato, ma riesce a sopravvivere grazie alla caccia che gli consente di superare le difficoltà e a riconnettersi col mondo.





































