Uno dei tanti capolavori
Tra oltre 200 canzoni è davvero difficile eleggere la più bella, visto che la maggior parte può essere considerata (senza paura di esagerare) un capolavoro. I Beatles hanno fatto la storia della musica, ma se la scelta del brano più significativo della band di Liverpool dovesse ricadere sul mondo venatorio, la risposta sarebbe forse una soltanto. “Happiness is a warm gun” non può che ritagliarsi un posto speciale nel cuore dei cacciatori di tutto il mondo, come si intuisce già dalla traduzione del titolo. Si tratta di una delle tracce presenti nel leggendario “White Album” dei Fab Four, uscito nel 1968. È uno dei tanti successi nati dalla proficua collaborazione tra John Lennon e Paul McCartney, definito dagli stessi Beatles uno dei brani a cui erano più affezionati.
La storia alle spalle di “Happiness is a warm gun”
L’ispirazione arrivò direttamente dal mondo della caccia, un dettaglio che sembra quasi incredibile se si pensa che McCartney negli anni ha continuato a professarsi contrario all’attività venatoria e lo stesso potrebbe dirsi di quello che probabilmente avrebbe scelto Lennon. “Happiness is a warm gun” ha però una storia alle spalle che non può essere trascurata. Come raccontato da John Lennon, infatti, la canzone diventò realtà dopo che lo stesso artista aveva letto una rivista di armi di proprietà di George Martin, lo storico produttore dei Beatles. Si sta parlando del magazine “American Rifleman” e più precisamente di un articolo che ha lo stesso titolo del brano.

Battuta di caccia
Il pezzo si apriva infatti con una frase eloquente, per l’appunto “La felicità è un’arma calda”, poche parole che entusiasmarono Lennon, secondo cui era qualcosa di assurdo e fantastico allo stesso tempo: in pratica, una frase troppo bella da lasciarsi sfuggire. Nell’articolo c’è la foto di un ragazzino in posa con il fucile, il suo ausiliare e un fagiano in bella mostra. È il racconto di un padre, orgoglioso per la prima battuta di caccia di suo figlio, un aneddoto dettagliato e che è focalizzato soprattutto sulla scelta del primo fucile, il Remington 514. Non è chiaro se i Beatles abbiano letto a fondo il pezzo di “American Rifleman”, fatto sta che poi il titolo non è mai cambiato nella loro mente, mentre il significato del testo si è esteso a contenuti più espliciti.
La musica
L’arma calda, infatti, sarebbe anche un riferimento alla passione sessuale di John Lennon per Yoko Ono: il brano parla infatti di una ragazza, ma è un continuo susseguirsi di cambi di scene e stili, così da sottolineare lo stato confusionale tipico di quel periodo dei Beatles. È in pratica l’assemblaggio di tre temi diversi che John Lennon aveva ribattezzato con titoli piuttosto particolari: Dirty Ol’ Man (“Vecchio sporcaccione”), Junction (“Giuntura”) e The Gunman / Satire of 50’s R+R (“Uomo con la pistola / Parodia del rock’n’roll anni cinquanta”). Sessant’anni dopo è una musica ancora più che godibile e che non può non mantenere il suo solido legame con il mondo venatorio.




































