CACCIA/LUINESE – Cervi, cinghiali, caprioli: gli ungulati nell’Alto Varesotto sono sempre di più e invadono le Valli.
I dati che arrivano dal Nucleo Faunistico della Polizia provinciale parlano chiaro. Dai 12 interventi effettuati nel 2008 per sinistri causati proprio dalla presenza degli animali selvatici, si è passati ai 104 del 2009. Nei primi 6 mesi di quest’anno gli uomini della Polizia provinciale sono intervenuti già una cinquantina di volte.
LE INIZIATIVE
Oltre a provocare seri danni all’agricoltura, gli animali selvatici sono dunque la causa di diversi incidenti stradali. E così, gli agenti del Nucleo Faunistico, oltre a intervenire direttamente in caso di sinistri causati dalla presenza degli ungulati, stanno mettendo in campo diverse iniziative di prevenzione in collaborazione con Villa Recalcati. Come l’installazione di cartelli di segnalazione in zone pericolose e di sistemi visivi dissuasivi.
Proprio per tutelare automobilisti, motociclisti e la stessa fauna selvatica, sono state posizionate lungo alcune strade del Varesotto delle luci catarifrangenti che di notte riflettono nel bosco i fari dei veicoli, abbagliando gli animali che così si fermano prima di invadere la strada.
DANNI ALL’AGRICOLTURA
Non è tutto. Gli uomini del Nucleo Faunistico si stanno occupando anche della posa di recinzioni elettrificate per limitare i danni causati all’agricoltura (nel Varesotto ammontano a 15-20mila euro all’anno). Infine, la Provincia di Varese ha deciso di dotarsi anche di un nuovo regolamento della caccia selettiva degli ungulati, un piano necessario per mantenere sotto controllo la crescita della popolazione animale.
L’ULTIMA INCURSIONE DI CINGHIALI
L’ultimo episodio è avvenuto qualche giorno fa sulle colline di Cocquio Trevisago. La località di Cerro e la frazione di Caldana sono state prese di mira dai grossi animali a caccia di cibo. Tuttavia è soprattutto nelle vallate del Luinese che gli ungulati la fanno da padrone.
RECENTE STUDIO
D’altronde, i numeri contenuti in uno studio condotto dall’università dell’Insubria di Varese per conto dell’assessorato all’Agricoltura, Caccia e Pesca di Villa Recalcati, testimoniano quanto il problema sia pressante.
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