Caccia al cinghiale. Le frecce nere di Montegiove

Caccia al cinghiale. Reportage di una braccata di contenimento in una zona ricca di cinghiali al confine fra Umbria, Marche e Toscana.

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Friuli Venezia Giulia
Il panorama alle prime luci dell'alba
Il panorama alle prime luci dell’alba

Venerdì 1 dicembre l’A.A.T.V “MONTEGIOVE” di San Giustino (PG) ha ospitato un evento organizzato da Canicom, con la partecipazione del gruppo Facebook Blaser Club Italia. Sì è trattato di una battuta di contenimento al cinghiale in una zona particolarmente vocata, a pochi chilometri dal passo di Bocca Trabaria, in Umbria al confine con Toscana e Marche. Al momento degli arrivi, la sera del giovedì, dialetti e accenti provenienti da tutti gli angoli della penisola, dalla Puglia alla Lombardia, echeggiano tra i tavoli apparecchiati.

Teatro della braccata l' A.A.T.V “MONTEGIOVE” di San Giustino (PG)
Teatro della braccata l’ A.A.T.V “MONTEGIOVE” di San Giustino (PG)

L’atmosfera è stata subito amicale e allegra, e ha gettato le basi affinché l’indomani si respirasse il clima di una squadra affiatata. La braccata è stata magistralmente coordinata da Remo Orologio, coadiuvato da Paolo Gotta nei gravosi oneri burocratici. La zona da battere era stata già prescelta e studiata dai tracciatori sin dai giorni precedenti. La stessa disposizione cacciatori era stata predefinita, perciò dopo un breve discorso per ribadire le norme sulla sicurezza, i cacciatori si sono avviati di buon ora alle poste assegnate dall’estrazione a sorte. La maggior parte dei canai erano provenienti dalla zona ed erano quindi profondi conoscitori del territorio.

Le poste erano disposte per buona parte nei campi, alcune lungo una cessa, altre nel bosco tra querce e ginepri. I trottoi intensamente battuti facevano ben sperare circa la presenza dell’agognato suide.

Le aspettative sulla densità degli animali vengono prontamente soddisfatte alla sciolta dei cani. Fin dai primi minuti, abbai a fermo in punti diversi della cacciata precedevano fragorose canizze che conducono i cinghiali al fuoco delle carabine. Dalle poste nei campi spari si sovrappongono a spari nei numerosi tiri ai cinghiali che riguadagnano il bosco alla velocità della luce generando  un tasso di successo dei colpi esplosi ben lungi dal 100%.

Le poste segnalano ai canai l'esito delle canizze
Le poste segnalano ai canai l’esito delle canizze

Un particolare plauso a canai e paratori, poiché, nonostante gli animali, vuoi per la direzione del vento, vuoi per l’inevitabile rumore che suggeriva la presenza umana, tendessero a prendere la direzione opposta alle linee delle poste, sono riusciti nell’obiettivo, dando alla maggior parte delle poste l’opportunità di sparare e divertirsi. L’intensa giornata si è conclusa con un ricco carniere e all’insegna dell’allegra goliardia intorno alle braci ardenti dove una succulente grigliata ha rifocillato i partecipanti.

 

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