Caccia alla beccaccia più consapevole: nuove prospettive

Andare fra i boschi per beccacce è una delle attività venatorie più praticate in Italia. Un tempo le cose non stavano così, ma le situazioni cambiano, i gusti si modificano e di necessità si fa virtù. Oggi incontrare un appassionato cacciatore con cane da penna che non sia beccacciaio è praticamente impossibile. Scopriamo perché.

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Una stupenda beccaccia in volo

La beccaccia oggi è la star dei boschi: negli ultimi anni un notevole numero di cacciatori si sono concentrati su questo sorprendente volatile non esclusivamente per scelta. L’abbandono di altre cacce soprattutto per la scarsa presenza di selvaggina unitamente alla diffusione della beccaccia l’ha resa una preda più che appetibile.

C’è da tenere in considerazione inoltre che la regina dei boschi è in grado di vivere in habitat sorprendentemente diversificati e che tutto intorno a lei, molti dei tipici volatili che un tempo abitavano la penisola stanno scomparendo.

Al cacciatore dunque non è rimasto molto da fare: si è dovuto specializzare lui e ha dovuto optare per cani specializzati. Per questo i problemi da affrontare per una caccia moderna sono almeno due: nuove prospettive che rendano la caccia alla beccaccia sostenibile anche nel lungo termine, e la specializzazione del cane.

Caccia sostenibile: nuove prospettive

Forse, lo dico e lo sottolineo, se nella penisola ci fosse ancora abbondanza di starne, quaglie, fagiani o pernici, di paludi e di territori bonari per la vita della selvaggina stanziale, non tutti i cacciatori si sarebbero concentrati sulla beccaccia, che oggi deve sostenere una pressione importante.

E’ per questo che è necessariamente da elaborare una nuova visione della caccia alla beccaccia. Una caccia intelligente, una caccia con il senno di poi, che tuteli la passione dei cacciatori e la sopravvivenza della regina nei nostri boschi. Gli elementi che possono dare vita a una nuova prospettiva sono almeno tre:

  • l’elaborazione di una nuova coscienza del cacciatore italiano;
  • la conoscenza dei ritmi e dei tempi della beccaccia, che vengano rispettati e avvantaggiati;
  • la presenza al fianco del cacciatore di un cane capace e specializzato.

Prendi ad esempio la caccia all’aspetto. Purtroppo oggi è ancora drasticamente diffusa nonostante sia illegale e più volte ribadito che sia una tecnica venatoria deleteria, che non rispetta criteri scientifici moderni. Insomma per dirla facile i valori venatori validi da sempre devono oggi essere posti in sintonia con la contemporaneità, a patto che a caccia di beccacce si voglia andare ancora molto a lungo.

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Cacciatore “beccacciaio” alla cerca della sua amata Regina del bosco, sua maestà la beccaccia.

Beccaccia da soli o in compagnia

Le tecniche di caccia alla beccaccia possibili sono molteplici. Può essere praticata ad esempio da un individuo in solitudine con uno o due cani al fianco: questo è uno dei modi migliori per apprezzare non solo la beccaccia, ma anche il suo ambiente e l’attività venatoria. Si entra letteralmente in sintonia con l’ambiente, si può subire il fascino del bosco in autunno; la sportività e la sfida venatoria in questa modalità di caccia si esprime al massimo.

Se invece si sceglie di andare a caccia in coppia, la prestazione venatoria si semplifica, le possibilità di cattura aumentano ma non per questo il fascino ne risente in negativo.

L’ambiente delle beccacce

La caccia alla beccaccia non è mai semplice, ma delle volte il cacciatore può farla ancora più complicata. La regina infatti la si può inseguire in terreni che si conoscono come le proprie tasche, frequentati da generazioni, o si può optare per i territori sconosciuti, ampi, impervi e affascinanti, che ti trascinano in un libro di fiabe. E’ in questo tipo di situazione che il cacciatore deve dare il meglio di sé, e che il buon rapporto con il proprio cane deve venir fuori. Una caccia difficile, ma in grado di regalarci emozioni più forti, più vere. In quel caso le foreste sconfinate, i piccoli boschetti, i corsi d’acqua, i pascoli cespugliati, le pianure o le colline diventano veri e propri protagonisti da vivere a pieno e da rispettare come tesoro prezioso che abbiamo ricevuto in prestito e che dobbiamo restituire intatto.

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Ferma e punta di un bellissimo setter arancio su un’astuta beccaccia pedinatrice..

Il cane da beccaccia

Già che gli ambienti di vita della beccaccia sono vari e le tecniche di caccia molteplici, sarebbe un errore dire che esiste un solo cane da caccia che vada bene a questo genere di attività venatoria.

E’ più corretto dire invece che qualunque sia il cane che ti accompagnerà all’inseguimento della beccaccia il requisito che proprio non deve mancargli è l’intelligenza. Giustifichiamo subito l’affermazione: i cani da caccia devono essere tutti intelligenti e ben addestrati ma quando si parla di beccacce le cose vengono esasperate. Quando si confronta con il cane la beccaccia è infatti in grado di modificare sostanzialmente i propri comportamenti, da un momento all’altro, da un giorno all’altro. E’ soprattutto questo a mettere in difficoltà il cane: è l’intelligenza, la scaltrezza, l’esperienza che regala al nostro ausiliare qualche possibilità in più di buona riuscita.

Ben vengano poi le ottime capacità di cerca che consentano al nostro amico di non tralasciare alcun angolo di bosco, la qualità della ferma e la capacità di mantenere il contatto tramite la guidata. Sono tutti tratti che non devono mancare al cane che si confronta con la beccaccia, che si mostra intelligente, preparato, collaborativo e indispensabile per una visione più consapevole e moderna della caccia alla beccaccia.

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3 COMMENTI

  1. Concordo al 100% con il condannare la pratica antietica e miserabile della caccia all’aspetto alla Beccaccia fatta da alcuni cacciatori.
    Però come da tempi non sospetti io ho sempre sostenuto che la Beccaccia “VA’ DIFESA A MONTE NON A VALLE”.
    Fino a che in Bielorussia è possibile cacciare la beccaccia all’aspetto nel mese di Maggio, (con l’uovo nel culo come dicono in Lombardia) al misero costo di € 15 a capo, quando nella vicina Croazia, oppure in Crimea, Ucraina, Macedonia,ed altre nazioni dell’Est Europeo, dove non cè limite di carniere (basta pagare!!!) E CACCIATORI ITALIANI CHE SI RECANO IN QUEI PAESI SI FANNO FOTOGRAFARE FELICI CON CARNIERI FUORI DALLA COMUNE RAGIONE, agenzie venatorie specializzate o meno, che pubblicizzano la possibilità di fare ottimi carnieri giornalieri.
    Hai voglia in Italia di imporre limitazioni di carniere, accorciare il periodo di caccia, raccolta delle ali, studi, convegni, ecc.
    un saluto

  2. Io caccio in Croazia e non è come dice il signor Ratti.Dove vado io la caccia inizia alle ore 8 e termina alle ore 16. Cè pure il limite di carniere che è 3 capi di beccacce, molte volte non si fanno e quelle che si fanno si sudano per il territorio infame.

  3. Io ritengo che la caccia alla Beccaccia all’estero è solo un grandissimo affare per tutte queste agenzie venatorie, che in questi ultimo anni sono nate come funghi a novembre.
    Detto questo, non sarebbe meglio per tutti noi appassionati di questa nobile caccia farcela qui in casa nostra e chiedere a tutti questi che ci governano di vietarla all’estero?
    Comunque, cari amici, sono convinto che se non ci si dà una regolata, tra qualche anno se vogliamo far vedere una Beccaccia ai nostri nipoti bisogna procurarsi qualche foto oppure rivedere qualche vecchio video.
    Buon cose a tutti.

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