Caccia. I Carabinieri delle barzellette..

Caccia. Questa volta il dito lo metto nell’occhio di quei carabinieri (pochi, per fortuna) che fanno di tutto per somigliare a quei loro colleghi delle barzellette. Che poi – è il caso di rivelarlo – furono messe in giro agli inizi degli anni ’70 dall’allora capo ufficio stampa dell’Arma che semplicemente aveva utilizzato quelle storielle che i Parigini raccontavano sui Belgi. Fu un colpo di genio che portò alle stelle le simpatie per la Benemerita, che ancora oggi sono altissime.

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Il mio amico, cornuto e mazziato, fu interrogato il giorno dopo alla stazione dei carabinieri. Il comandante pare gli abbia chiesto se la colf avesse la licenza di caccia. Naturalmente no, rispose il mio amico. L’arma gli fu sequestrata e lui stesso fu denunciato per omessa custodia d’arma o qualcosa del genere. Tremila euro  all’avvocato per ottenere che gli venisse dissequestrata l’arma. Spenderà più del doppio per difendersi in tribunale dall’accusa, e , comunque vada, avrà sicuramente dei problemi quando sarà il momento di rinnovare la licenza. Che, come tutti sanno, non è un diritto ma oggetto di “concessione” a seconda degli umori dl questore, E se hai mostrato l’anulare a chi ti sorpassa a destra insultandoti, puoi anche sentirtela negare.

Siamo in Italia, paese di sudditi e non di cittadini! A parte la legge che stabilisce come le armi debbano essere custodite con diligenza  nel sito “Ministero della Difesa- Arma dei Carabinieri” si legge: “…è lecito detenerle purchè adeguatamente custodite e regolarmente denunciate presso l’Ufficio di P.S. competente per territorio.”  Nessuno ha mai legiferato che le armi debbano essere chiuse in armadi blindati. Quindi un fucile tenuto in una casa con le finestre provviste di  grate e allarmate è senz’altro “custodito con diligenza”. Ma i ladri sono entrati nonostante le grate e il sistema d’allarme, obietterebbe il carabiniere delle barzellette. Forse ha letto da qualche parte che i ladri entrano anche nei caveau delle banche che in quanto a custodire con diligenza  denaro contante e preziosi non prendono lezioni da nessuno. Ma intanto è successo, anche nel passato, che dopo un furto di armi nella sua abitazione, uno sfortunato detentore abbia passato i  guai suoi. Finalmente una ennesima sentenza della Cassazione dovrebbe aver messo fine a ogni dubbio e ad ogni disputa stabilendo che nessuna lettera di legge impone l’utilizzo di casseforti  o di sistemi di allarme.

Il secondo caso è meno grave perché non ha avuto implicazioni giudiziarie. Una mia cara amica ha finalmente preso la licenza di caccia, superando gli esami ben quattro mesi fa. Ma la licenza non le arriva. Dopo l’ultimo sollecito, il funzionario le ha chiesto: “Ma non ha ricevuto una lettera dalla stazione dei carabinieri del suo paese?”.  Alla risposta negativa della mia amica, il funzionario ha replicato. “Beh, allora le converrebbe andare da carabinieri e rispondere alle loro domande”. Così ha fatto.  Alla stazione, si è sentita chiedere dal brigadiere di turno: “Ma l’ha comprato l’armadietto blindato?”

Giuro che è vera. Quindi, la mia amica, non avendo il porto d’armi non ha nemmeno un fucile a tappo. E poi, lo ripeto. l’armadietto non è obbligatorio. E’ solo utile. Io ce l’ho e non per paura dei ladri, né che qualche bambino o drogato o pazzo criminale possa mettere mano  alla mie armi. Che sono tante e qualcuna anche di pregio. No, ce l’ho per paura dei carabinieri delle barzellette.

Bruno Modugno

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