Caccia in Lombardia, tutti gli emendamenti che potrebbero modificare la legge regionale

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Caccia in Lombardia

Caccia in LombardiaIn VIII Commissione Consiliare in Regione Lombardia sono stati approvati alcuni importanti emendamenti alla legge di Semplificazione 2018, che apporteranno, se approvati, interessanti modifiche alla legge regionale 26/93 in materia di caccia. La Federcaccia provinciale di Bergamo le ha riassunte per fornire un quadro più completo. In primo luogo si propone l‘abolizione del limite delle 55 giornate stagionali: rimane il limite delle tre giornate a scelta, ma il limite complessivo non era più rispondente alle mutate esigenze di gestione venatoria degli ungulati, soprattutto del cinghiale. In secondo luogo si propone, come previsto dalla Legge Statale, di consentire il prelievo della volpe anche in zona alpi in forma vagante anche nel mese di gennaio: e dovrebbe aggiungersi la modifica del regolamento 16/2003 per consentire il prelievo di questa specie per tre giorni a settimana anche in zona alpi.

Importantissima la ridefinizione del concetto di “fabbricato rurale”, ovvero di quei fabbricati accessori alle attività rurali dai quali gli appostamenti fissi possono stare a meno di metri 100: negli ultimi due/tre anni molti appostamenti, anche storici sono stati revocati perchè vicini a fienili o vecchie cascine diroccate in quanto per motivi catastali era stata modificato il classamento catastale (la classe “fabbricati rurali” è stata soppressa). Grazie alla modifica della Legge Regionale i capanni esistiti ed esistenti a partire dal 5 ottobre 2010 fino ad oggi potranno essere mantenuti o anche riattivati in quanto si dovrà considerare la destinazione effettiva dei fabbricati e non la loro classificazione catastale (che spesso è di deposito o magazzino).

Di grande rilievo anche la previsione per cui le misurazioni delle distanze tra appostamenti fissi e tra appostamenti e fabbricati o confini delle oasi siano da effettuarsi seguendo l’andamento morfologico del terreno. Altra modifica alla norma sulle segnatura sul tesserino, che dovrebbe disporre la segnatura alla raccolta del capo. Insieme a questi sono stati poi presentati altri emendamenti di sicuro interesse per il mondo venatorio: ad esempio la previsione per cui le attività di censimento siano demandate in primis ai comitati di gestione degli ambiti e comprensori, mentre oggi la competenza per l’organizzazione era rimessa alla Polizia Provinciale, che però sconta gravi carenze di organico. Interessante anche la possibilità di spostare e modificare le zone di ripopolamento e cattura con semplice delibera della Giunta Regionale, e dunque senza passare per l’iter della modifica del Piano Faunistico Regionale.

Sono poi passati anche alcuni emendamenti di semplificazione presentati dal Consigliere Barbara Mazzali. Se non ci saranno ulteriori modifiche in Consiglio sarà finalmente chiarito che anche i cacciatori vaganti non in atteggiamento di caccia potranno accedere come osservatori negli appostamenti fissi, come già stabilito anche dal Tribunale di Lecco accogliendo le tesi di Federcaccia. Su iniziativa del Consigliere Mazzali dovrebbe inoltre essere aumentata a 200 metri la distanza fino a cui si può spingere il capannista per ricercare, con il fucile e con il cane da riporto, animali feriti. Sempre su sua iniziativa è stato poi accolto l’emendamento che consentirà di sostenere l’esame di abilitazione per l’attività venatoria presso tutti gli UTR lombardi, in funzione anche del domicilio lavorativo e non della sola residenza anagrafica.

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