Caccia in Sardegna, Caccia Ambiente scrive alla Regione Sarda..

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Calendario Venatorio Sardegna 2011-2012: Caccia Ambiente scrive alla Regione Sardegna bozza arrecante modifiche al precedente calenadario venatorio sardo.

In data 24.06.2011, e stata inoltrata al Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, On. Ugo Cappellacci e per conoscenza all’Assessore all’Ambiente On. Giorgio Oppi, una bozza arrecante modifiche al precedente calendario venatorio (2010/2011), che a dir nostro risulta essere troppo restrittivo.

Non solo, essendo che nell’ambito del “Mondo Venatorio Sardo”, giravano “alcune proposte di calendario venatorio” (se così si possono chiamare), assai più restrittive del precedente.

Come riportato sulla lettera d’accompagnamento: “Questa proposta nasce dalla necessità di migliorare l’attuale regolamentazione venatoria, in merito alle specie e ai relativi periodi di prelievo.” Viste le promesse fatte durante la campagna elettorale, legge sulla “caccia in deroga” per il mese di febbraio andata alla deriva, ora pretendiamo risposte concrete.

La Regione deve essere in grado di avanzare delle proposte, nella certezza di difendere le proprie ragioni anche davanti alla Corte di Giustizia Europea (come ad es. ha fatto Malta, vincendo la causa), se si dovesse rendere necessario.

A tal proposito, necessita lavorare seriamente per poter ottenere l’allungamento della stagione venatoria nel mese di Febbraio, nelle forme possibili previste per legge. L’attuale recepimento dell’art. 42 e l’integrazione dell’art. 18 con il comma 1 bis L. N. 157/92, pone delle difficoltà che devono essere superate.

Anche a questo proposito l’avvio del funzionamento dell’Istituto Regionale della Fauna Selvatica potrà dare un importante contributo, come citano le sentenza della Corte Costituzionale, la quale si è espressa più volte con sentenza 17/01/1991 c-157/89 contro lo Stato Italiano (caccia fino al 10 marzo), sentenza n. 536 del 27/12/2002 (caccia febbraio), sentenza c-435/92 del 19/01/1994, nella quale viene ribadito che, la scelta del legislatore nazionale di prolungare la caccia per alcune specie di uccelli migratori oltre il 31 gennaio, DEVE essere “avallata da dati tecnico-scientifici appropriati a ciascuna specie caso specifico”.

Ciò implica che per ogni specie deve essere rigorosamente accertato il periodo di riproduzione e di migrazione, al fine di evitare la violazione della direttiva Comunitaria 409/79, che impone agli Stati membri di vietare la caccia “durante il periodo della riproduzione e durante il ritorno ai luoghi di nidificazione”.

Anche per poter evitare le varie Procedure d’infrazione come la n. 2006/2131, Procedura d’infrazione n. 2004/4242 (contro Regione Sardegna), Procedura d’infrazione n. 2004/4926 (contro Regione Veneto). Soprattutto servirebbe a contrastare certi “pareri” dell’ I.S.P.R.A. Ora, non ce la siamo sentita di inserire il mese di febbraio nel calendario venatorio, sarebbe stata un’ennesima presa per i fondelli.

Occorre essere obbiettivi, e capire che per poter cacciare in deroga la Regione Sardegna deve mettere in essere tutte quelle procedure previste, richieste per legge.

Probabilmente la lettera non sortirà gli effetti desiderati, anche per i tempi ristretti, ma questo (a nostro avviso) darà loro più di un campanello d’allarme (anche visto il risultato delle tornate elettorali in Sardegna).

E’ ora che capiscano, che finalmente i cacciatori hanno una loro identità politica, e soprattutto che siamo arrivati al limite massimo di sopportazione.

Ora chiediamo FATTI !!!!!!! NON PUGNETTE!!!!!!

Partito Politico Caccia Ambiente

Delegato Provinciale Cagliari

Andrea Picci

Vedi la Propota di Calendario Venatorio Sardegna per Caccia Ambiente.

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