Caccia: Le volpi di Buckingham Palace..

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La caccia alla volpe, oggi vietata in tutto il Regno Unito, è stata una delle tradizioni più conosciute al mondo dei Lords inglesi. Un evento venatorio dove ogni partecipante, persone, cavalli e cani, aveva un ruolo specifico. La storia, i riti cerimoniali, i ruoli dei partecipanti di una delle tradizioni più antiche della vecchia Inghilterra: la caccia alla volpe.

La caccia alla volpe è stata una tipologia di caccia che affonda le proprie storiche nella vecchia Inghilterra, in un’epoca durante la quale era diventato necessario controllare l’aumento demografico delle volpi. Questi animali selvatici, infatti, uccidevano gli animali da cortile, costringendo i contadini a cacciarle con l’ausilio dei propri cani. 

La prima battuta di caccia di cui si hanno notizie risale al 1534 nella contea di Norfolk. Data la necessità di controllare la popolazione delle volpi, nel XVII secolo gli allevatori inglesi avevano già selezionato delle razze canine adatte a questo tipo di caccia, dando vita al Bilsdale, selezionato nello Yorkshire.

Nei secoli è andata perduta la necessità di controllare il livello demografico delle volpi presenti sul territorio, al punto che nel XX secolo quest’ultime rischiavano l’estinzione in Inghilterra, proprio a causa dell’eccessiva caccia a cui erano destinate. Fino al 2005, anno in cui è stata bandita in tutto il Regno Unito  la caccia alla volpe, quest’ultima era rimasta una sorta di tradizione dei Lords inglesi, i quali desideravano conservare quest’evento poiché appannaggio esclusivo dei nobili ed elemento di distionzione dai sudditi.

La volpe rossa è stata la principale preda delle cacce dei Lords inglesi, che hanno soprannominato quest’animale in diversi modi : Tod (antico vocabolo per volpe), o Reynard (nome di un personaggio atropomorfico della letteratura europea del XII secolo), oppure Charlie (dal nome del politico Whig inglese, Charles James Fox).  La volpe rossa è un piccolo predatore onnivoro, il quale si rifugia in tane che si scava nella terra, ed è prevalentemente attivo al tramonto, spostandosi per un arco di 20 km dal proprio nido ed è in grado di raggiungere la velocità di 48 Km/h.

L’evento della caccia alla volpe si protrae per un’intera giornata e vede la partecipazione di molte persone sia a cavallo che appiedate, ognuna delle quali indossa un abito specifico a seconda del ruolo cui è chiamato a svolgere. La squadra così composta si avvale dell’ausilio di una muta di cani che seguono le tracce della volpe o di un tampone imbevuto dell’urina di volpe e trascinato da un uomo appiedato lungo un sentiero.

Ogni partecipante alla caccia alla volpe aveva un suo specifico ruolo. Il Maestro di Caccia o Joint Master of Fox Hounds era colui il quale aveva la responsabilità finanziaria della battuta di caccia e dell’andamento dell’attività venatoria. Altra figura era quella dei Segretari onorari volontari, solitamente due nel Regno Unito, che avevano il compito di raccogliere le quote di iscrizione tra i partecipanti alla battuta di caccia. I Kennelman o Huntsman avevano il compito di assicurarsi che i cani ritornassero al gruppo ed erano responsabili della direzione dello stesso. Questo ruolo è conosciuto a livello mediatico, poiché erano coloro che suonavano il corno per dare inizio alla battuta di caccia. Inoltre, vi erano i Whippers-in (o “Whips”), ossia assistenti dell’Huntsman. Il loro principale compito era quello di impedire che i cani lottassero tra loro o con altri animali al di fuori della volpe. Infine, la figura dei Terrier man, ossia coloro che avevano il compito di uccidere la volpe stessa o di scavare nella tana della preda, nel caso in cui quest’ultima vi si rifugiasse.

I Lords si muovevano con i cavalli, quest’ultimi chiamati “field hunters” o hunters. La razza più utilizzata in questa pratica venatoria è stata quella  dei Thoroughbred, che venivano cavalcati da quanti seguivano la caccia. In alcuni casi venivano condotti anche a piedi durante l’atto proprio della caccia.
L’evento venatorio veniva diviso in due gruppi, proprio considerando i cavalli: il primo gruppo di cavalieri è chiamato First Field ed aveva il compito di seguire direttamente la volpe, mentre il secondo gruppo, chiamato Second Field, Hilltoppers o Gaters, percorreva sentieri più lunghi in campo aperto, al fine di braccare la preda nel caso in cui avesse lasciato la boscaglia.

Coloro che, però, braccano veramente e materialmente la volpe erano le mute di cani, che inseguivano il selvatico. Quest’ultimi venivano lasciati sciolti in un’area nella quale era alta la presenza di volpi, iniziando a trovare ed a seguire le tracce lasciate in precedenza dal selvatico. Una volta fiutata la traccia, la muta iniziava l’inseguimento seguita dai cavalieri. La caccia terminava solo quando la volpe non poteva più sfuggire ai cani, un momento quest’ultimo chiamato going to ground (ossia rifugiandosi in una tana scavata nel terreno), oppure quando veniva raggiunta dalla muta, per poi essere uccisa.

Molto significativi erano i rituali sociali nella caccia alla volpe, anche se nei secoli molti di questi sono caduti in disuso. Uno dei più importanti è stato il blooding, ossia una cerimonia che vede il maestro di caccia o un cacciatore predisposto a questa cerimonia prendere un po’ di sangue ed ungere le guance di un nuovo iniziato alla caccia, solitamente un bambino, quando è stata catturata la volpe. Un’altra pratica comune era quella di tagliare la coda (brush), i piedi (‘pads’) o la testa (‘mask’), diventando quest’ultimi dei trofei. Entrambe queste antiche pratiche, in ogni caso, sono diventate obsolete già a partire dal XIX secolo.

Il periodo nel quale si svolgeva nel Regno Unito la caccia alla volpe era durante le stagioni autunnali, comprendenti i mesi tra agosto ed ottobre: in quel preciso periodo, infatti, la caccia assumeva il nome di cub hunting o autumn hunting e le volpi avevano raggiunto una grandezza fisica ottimale essendo nate in primavera.
La scaltrezza delle volpi è ben nota, al punto che proprio in questo periodo, i selvatici sviluppavano gradualmente tecniche per sfuggire al fiuto dei cani, imparando ad arrampicarsi sugli alberi o camminando lungo delle staccionate.

La razza di cani maggiormente utilizzata per la caccia alla volpe nel Regno Unito è stata quella del Beagle.

 

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