Caccia: Nuoro, l’ASL chiede aiuto ai cacciatori di cinghiali

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Cinghiale NuoreseI veterinari dell’ASL di Nuoro promuovono un attività di prevenzione alla diffusione di alcune malattie animali che colpiscono e soprattutto i suini come i cinghiali.

A pochi giorni dall’apertura della caccia al cinghiale in Sardegna, domenica 6 Novembre prossimo, l’ASL nuorese chiede la collaborazione dei cacciatori di zona per svolgere un’attività di prevenzione alla diffusione della peste suina africana e della trichinellosi, malattie che potrebbero essere trasmesse proprio tra gli ungulati.

L’allarme viene infatti proprio dai territori della provincia di Nuoro come Orgosolo, Dorgali, Oliena, Desulo, Tonara, Aritzo e Belvì, dove alcuni cinghiali sono stati risultati positivi al virus della peste suina.

Nonostante la peste suina africana non costituisca un pericolo per l’uomo, al fine di evitare l’eventuale diffusione del contagio tra gli animali, nelle zone del nuorese già segnalate sarà possibile cacciare esclusivamente in deroga con apposita autorizzazione, come previsto da uno specifico decreto del 5 settembre scorso.

I cacciatori autorizzati inoltre avranno l’obbligo di sottoporre i capi abbattuti alle opportune analisi prima della macellazione: in particolare dovranno essere analizzati il sangue, la milza e il diaframma degli animali abbattuti; i cacciatori sono tenuti a custodire le carcasse fino a quando gli accertamenti sanitari non saranno terminati.

L’autorizzazione alla caccia in deroga verrà rilasciata dal servizio veterinario dell’ASL, previo nulla osta del Corpo Forestale, alle squadre di caccia che presenteranno opportuna richiesta proprio al servizio veterinario.

Il  direttore del servizio Sanita’ animale dell’Asl di Nuoro, Antonio Straullu, ha spiegato, “La collaborazione dei cacciatori è di fondamentale importanza per la riuscita del campionamento e il raggiungimento del numero minimo di campioni da prelevare, pari ad almeno 96 cinghiali controllati”.

Inoltre, conclude Straullu, “Qualora non venga raggiunto l’obiettivo, la zona infetta non potrà essere revocata e permarrà, quindi, il divieto di caccia”.

 

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