Caccia: Sassari, sospendere il Piano Faunistico Venatorio provinciale e migliorarlo

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Cacciatori - Attività VenatoriaCaccia: Sassari, i cacciatori della provincia di Sassari chiedono di sospendere il Piano Faunistico Venatorio provinciale al fine di apportare dei miglioramenti.

Le Associazioni Venatorie, i cacciatori del Logudoro e l’Amministrazione comunale di Ozieri durante un incontro tenutosi nei giorni scorsi a margine della pubblicazione della proposta di legge per modificare il Piano Regionale hanno chiesto di sospendere il Piano faunistico venatorio della provincia di Sassari per avere la possibilità di rivederlo e migliorarlo. Per i cacciatori del Logudoro sussiste la necessità di avere un Piano Faunistico Venatorio provinciale contenente novità di ampia condivisione considerato che le stesse innovazioni confluiranno nel Piano Regionale; la richiesta tiene conto infatti che il Piano provinciale pubblicato lo scorso primo marzo, dopo una lunga fase di concertazione durata circa due anni, contiene parecchi punti di criticità.

Tra le principali modifiche introdotte spiccano l’istituzione degli ATC, Ambiti Territoriali di Caccia, finalizzati a legare il cacciatore al territorio, ed un massiccio ampliamento nell’estensione della superficie preclusa alla caccia, dal 6 al 25 per cento circa del territorio della superficie agro-silvo-pastorale. Sulla questione l’assessore all’Ambiente del Comune di Ozieri, Carmelo Lostia, ha spiegato “Se pur con i ritardi legati alle vicende istituzionali l’assessorato ha promosso una serie di incontri/confronti tra rappresentanze delle associazioni venatorie del territorio e istituzioni competenti. Da un primo confronto, tenutosi lo scorso 29 marzo, alla presenza di Arci Caccia, Federcaccia, Ucs e Cpa, sono emerse varie criticità delle quali discuteremo approfonditamente in un secondo incontro in programma mercoledì 17 aprile alla presenza dell’assessore provinciale Paolo Denegri”.

Tra le criticità evidenziate nel corso dell’incontro c’è la questione delle Oasi, istituite venticinque anni fa ma non ancora aperte; nel corso dell’incontro si era affermato, “Buona pratica  sarebbe pensare alla loro apertura, per evitare i problemi correlati alla prolungata assenza di prelievo venatorio in un determinato territorio (eccessiva presenza di specie dominanti a danno della biodiversità, consanguinietà, epidemie e tanto altro)”.

Inoltre le aree sulle quali le Oasi insistono, definite dal piano quali “non particolarmente vocate” per le specie maggiormente in difficoltà, come la nobile stanziale, e per la maggior parte assolutamente non vocate per la protezione della Gallina Prataiola. Secondo le Associazioni Venatorie poi il Piano non prevede Zone Temporanee di Ripopolamento e Cattura (Ztrc) le quali potrebbero essere individuate in Zone Vocate in modo da favorire il miglioramento delle condizioni di quelle specie maggiormente in difficoltà.

Nel corso dell’incontro ad Ozieri quindi una delle proposte emerse riguarda la revoca dei decreti istitutivi delle Oasi Permanenti di Protezione (San Giovanni e Sa Costa) individuando nuove aree; inoltre è stato proposto di ridimensionare l’estensione delle Oasi previste dal Piano anche tenendo conto della presenza, nel territorio comunale, di una ZPS, Zona di Protezione Speciale, di un SIC, Sito di Interesse Comunitario Sic. Proposta anche l’istituzione di una  Ztrc ed infine l’avviamento di corsi di formazione per coadiutori e sele-controllori autorizzati ad intervenire per quelle operazioni di contenimento eventualmente necessarie all’interno degli Istituti di Protezione.

13 aprile 2013

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