Caccia ai tordi.. La magia del passo..

Caccia ai tordi. Dopo tanto caldo, l’autunno stenta ad arrivare, e con esso, le specie migratorie. Il vento da nord porterà la tanto attesa magia.

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Caccia ai tordi di passo - Il forte vento rende i tiri una vera incognita
Il forte vento rende i tiri una vera incognita

Dopo un’estate infernale l’autunno tarda a sopraggiungere, intimato dal caldo persistente a restare alle porte dell’arco alpino. A metà ottobre finalmente i bollettini meteo annunciano venti da nord. Anche in città il soffio del grecale ha ripulito il cielo dall’afa e dallo smog, e mentre raggiungo la maremma, sogno ad occhi aperti i colori e la purezza della campagna autunnale. Nei giorni scorsi ho consultato diverse fonti per conoscere l’andamento del passo di tordi, e apprendo che da qualche giorno si sono registrati i primi avvistamenti in centro-Italia. Al mattino mi ritrovo con l’amico Mirco e i suoi abituali compagni di caccia. Raggiunta la zona di caccia ci sistemiamo per lo spollo secondo le indicazioni di Mirco. Il buio denso degli ultimi palpiti di una notte senza stelle inghiottisce tutto ciò che ci circonda. Mi sembra di galleggiare in una sostanza amorfa e nera priva di profondità e di riferimenti. Dopo i primi minuti l’ago della bussola interiore riceve finalmente il segnale chiave: est è alle nostre spalle. Percepisco i bagliori dell’alba incipiente alle mie spalle e mi rammarico di non essere rivolti verso la magnetica luce dell’aurora. Sarebbe uno sfondo magnifico contro cui contrastare le frecce nere dello spollo.

In attesa del primo zirlo le mani stringono frementi il fucile. Con questo complice buio posso stare fuori dal capanno, più agile e libero di muovermi. Mentre la luce alle nostre spalle s’impossessa del cielo la nostra attesa, inizialmente vana, si fa amara. “Zzip”. Il primo zirlo. Segue una pioggia di piume annunciata dalla fucilata esplosa dal mio Urika Light corredato da una canna Greystone. Ha così inizio un serrato rendez-vous che durerà più di mezz’ora. Due tordi si delineano tra le brune cime degli alberi e una lama di cielo cobalto, li seguo con la canna e due colpi ravvicinati intercettano la loro traiettoria deviandola verso il suolo. Per lo spollo ho con me le fantastiche cartucce dispersanti Royal caricate dalla Dimar: una cartuccia apparentemente banale, una tipo 1 caricata con polvere F2 che da diversi anni mi da degli ottimi risultati nei tiri a breve e media distanza.  Il ritmo dei colpi alla mia destra e alla mia sinistra mi fa ben sperare per un’ottima giornata di caccia o, perlomeno, per un fantastico spollo. Infatti, a giorno fatto, il solo spollo ci ha regalato numerosi tordi in carniere e parecchie emozioni. Il sole ha guadagnato ormai una posizione dominante nel cielo e, con la luce fredda di un mattino autunnale sempre più ventoso, mi accorgo esterrefatto della bellezza del posto in cui mi trovo e che fino a un’ora prima sembrava non avere forma né confini ai miei occhi. I campi lavorati in lontananza, alternati alla macchia e ai casali, tratteggiano un quadro impressionista. L’aria dei Balcani fa sfavillare di luce ogni cosa.

Caccia ai tordi di passo - Milla, l'affidabile e instancabile breton di Mirco
Milla, l’affidabile e instancabile breton di Mirco

Lo stallo che segue, viene dedicato al recupero dei tordi abbattuti durante lo spollo. Oggi abbiamo il prezioso ausilio di Milla, l’affidabile breton di Mirco e Simba la giovane e promettente breton di Diego. “Millaaa!” con un minimo cenno delle mani ciascuno dei cacciatori richiama l’attenzione della volenterosa bretoncina verso il punto in cui è caduto un tordo. Stimolata da più voci a cercare in più punti, Milla ci stupisce per la prontezza e la pazienza con cui esegue il suo lavoro e, ogni volta che la vediamo riemergere dalla macchia con in bocca un tordo, ribadiamo l’ammirazione per lei mentre il volto di Mirco si illumina di malcelata soddisfazione. Nel frattempo il vento che soffiava alle nostre spalle come una brezza si fa sempre più sostenuto, sferzando le nostre nuche con la sua gelida aria che sembra schiaffeggiarci. Son passate da poco le 8.00 e inizia un bel movimento di tordi. La loro traiettoria è sempre nella nostra direzione ma ora, col vento che soffia in opposizione al loro volo, ci sono delle variabili aggiuntive a complicare il tutto. Talvolta le folate di vento intercettano i tordi spingendoli verso il basso, e questo apparentemente ci facilita i tiri. Ma le stesse correnti, come le onde per un surfista, trascinano le alate frecce imprimendo loro una grandissima velocità. In queste condizioni solo il primo tiro ha qualche speranza, mentre il secondo e terzo hanno poca possibilità di intercettare i tordi, che sembrano letteralmente rapiti dal vento.

Caccia ai tordi di passo - L'ausilio di un buon cane da riporto è fondamentale
L’ausilio di un buon cane da riporto è fondamentale

I tordi abbattuti più in alto, trascinati dal vento, non cadono nel punto in cui son stati sparati, ma vengono trascinati per diversi metri. È difficilissimo prendere dei riferimenti spaziali. L’ausilio di Milla e di Simba è veramente irrinunciabile in queste condizioni. Il Benelli Crio cal 20 di Mirco viene continuamente ricaricato. Ai tordi s’intervallano branchi di colombi che si avvicinano ai capanni seguendone le medesime traiettorie. Il vento insistente e fastidioso ci regala tiri difficili ma sufficientemente vicini. L’emozione è tanta, e palpabile. La giornata si rivela magnifica. Grato per questa splendida mattinata alzo gli occhi al cielo, punteggiato da branchi di fringuelli e frosoni che sugellano l’inizio del tanto atteso passo autunnale.

Caccia ai tordi di passo - Una foto di gruppo alla fine della splendida mattinata id caccia
Una foto di gruppo alla fine della splendida mattinata id caccia

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