Caccia/Cinghiale: 3249 Cinghiali prelevati in Lunigana, funziona attività di cacciatori locali

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Caccia: In Lunigiana tra novembre e dicembre 2010 sono stati prelevati 3249 cinghiali, ottima l’attività dei cacciatori.

Il Comitato di Gestione Atc 13 di Massa Carrara stila un primo bilancio sui prelevamenti effettuati tra novembre e dicembre: buoni risultati dalle squadre che operano nei distretti.
Solo a Casola e Fivizzano 599 prelevamenti al 29 dicembre. Valerio Poi, Presidente Atc 13 Ms: “Stiamo rispettando i piani di prelevamento”. 3249 cinghiali prelevati fino al 29 dicembre in Lunigiana.

Impennata dei prelevamenti per effetto della neve caduta nel mese di dicembre che ha spinto i cinghiali verso la valle in cerca di cibo. Sullo sfondo anche il fenomeno dei lupi che stanno contribuendo a ridurre il numero della popolazione dei cinghiali colpevoli di distruggere colture e raccolti e mettere a rischio il patrimonio venatorio. In aumento gli avvistamenti un po’ in tutte le zone della Lunigiana.

 C’è ancora il fenomeno dei cinghiali al centro delle attenzioni del Comitato di Gestione dell’Ambito Territoriale di Cacca di Massa Carrara che nell’ultimo incontro a fine 2010 ha stilato un primo bilancio della vasta operazione di prelevamento dei cinghiali in Lunigiana da parte delle squadre di caccia assegnate alla vari distretti.

I cinghiali abbattuti erano stati, a chiusura caccia nel 2009, circa 3250. “Stiamo rispettando i parametri di prelevamento, e siamo in prospettiva al di sopra del 2009 – ha spiegato Valerio Poi, Presidente Atc 13 Ms – la stagione è andata a due velocità. Nel mese di novembre i prelevamenti erano al di sotto delle aspettative, ma nella parte di dicembre, complice anche le nevi cadute, il piano ha già raggiunto i brillanti risultati dello scorso anno.

E la caccia non è ancora chiusa, restando aperta la possibilità del mese di gennaio”. E proprio i cinghiali costituiscono – come più volte sottolineato dalle associazioni agricole, in particolare la Coldiretti, una piaga per il territorio. Ma ora, a contribuire al ridimensionamento del numero sono arrivati in soccorso anche i lupi.

Si narra anche della complicità della mancanza di castagne, un po’ in tutta la Toscana, la cui produzione si è ridotta per effetto del cinipide galliceno; uno dei cibi preferiti dai cinghiali. “Ci sono aree – spiega ancora Poi – dove i prelevamenti sono in linea con i risultati che ci siamo prefissati, ed altri distretti dove invece siamo ancora abbastanza lontani dalla percentuale di realizzazione del piano”.

Sono ancora i distretti di Casola e Fivizzano (599) Aulla e Fosdinovo (543), Podenzana e Tresana (374 abbattimenti), Pontremoli (369) e Mulazzo (339) i territori dove si è prelevato di più e dove il piano è quasi stato raggiunto.

“Il regolamento che abbiamo predisposto in accordo con tutti i soggetti e le squadre che operano nei distretti prevede, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi dei piano, il pagamento diretto dei danni provocati dai cinghiali nell’area di competenza.

Sono sicuro che i cacciatori faranno la loro parte e dimostreranno, ancora una volta, di essere fondamentali per l’equilibrio faunistico ed ambientale del territorio”.

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