Carabina Blaser R 93 in 6×62 Frères

Le carabine Blaser hanno conquistato una cospicua fetta di mercato grazie alla loro inusuale tecnologia, all’esecuzione macchinata con elevata precisione e alla capacità di concentrare i colpi sempre assai affidabile: ne osserviamo un esemplare camerato per una cartuccia molto particolare.

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La Blaser R 93 in 6x62 Frères
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La carabina Blaser R 93 in 6×62 Frères

La carabina Blaser R 93 è certamente un punto fermo della produzione di Blaser, diremmo quella in cui si è addensato il sapere dell’azienda con le sue speciali intuizioni in fatto di progetto armiero e di esecuzione. Lasciati da parte i canoni classici i progettisti della Casa di Isny hanno sommato diverse caratteristiche che nel corso di alcuni anni, mica tutti si accorgono subito di certe cose, hanno messo in mano ai cacciatori un fucile con peculiarità oggi più che mai ricercate e ben sfruttate. Parliamo quindi della leggerezza unita a dimensioni compatte, a parità di lunghezza di canna, del sistema di ripetizione con movimento in linea, una vecchia idea sfruttata dai militari e oggi totalmente rivista nella sua impostazione, del pacchetto di scatto che si attiva volontariamente solo al momento dello sparo con ottima sicurezza nei trasferimenti, di un’impostazione della calciatura, bella per i legni, ma soprattutto apprezzata per la facile acquisizione della postura di tiro e per il controllo che si ha nell’esito del medesimo. Infine sottolineiamo la precisione di tiro sempre esaltante. C’è il prezzo non propriamente popolare, ma i numeri venduti in questi anni segnalano che per i risultati il cacciatore spende senza troppe remore.

L’impostazione tecnica

Da rilevare per prima cosa come la giunzione fra canna e otturatore sia diretta con la canna fissata tramite due pilierini solidali alla camera di cartuccia e filettati internamente in cui due brugole si avvitano dopo aver attraversato la calciatura davanti alla guardia. La canna viene ricavata per rotomartellatura e finita esternamente con il ribasso conico di 11° del vivo di volata per proteggere l’egresso delle righe e minimizzare l’effetto del soffio di bocca sulla palla, mentre all’interno della culatta un anello a ribasso rappresenta il punto di aggancio per il sistema di chiusura. Il complesso dell’otturatore vede un supporto inferiore con due guide di scorrimento inserite nell’apposita sede del fusto, il carrello a movimento solo lineare, la testina di bloccaggio, la carenatura esterna dove, sul fianco destro è inserito il manubrio e posteriormente sporge il tasto di armamento della batteria. La parte anteriore dell’otturatore vede la testina cilindrica a faccia ribassata con una sostanziosa fresatura in cui scorre ortogonalmente il blocchetto dell’estrattore, tenuto a registro da una molla a filo: una soluzione robusta e funzionale affiancata dal nottolino elastico di espulsione. Dietro alla testina si trova un cilindro di acciaio armonico intagliato per i 4/5 della propria lunghezza così da ricavare dodici lamelle elastiche, unite nella base comune del cilindro e terminanti ognuna con un dente a profilo lievemente inclinato. Osserviamo ora il manubrio, imperniato nel fianco e dotato di moto pendolare, grazie a cui si garantisce l’avanzamento e il fermo in chiusura dell’insieme posteriore: il movimento spinge entro le lamelle un puntone che, grazie al profilo conico, le mette in espansione vincolando i denti entro l’incavo a corona circolare fresato nella culatta della canna. Notevole la superficie totale di contrasto e inoltre il riarmo risulta assai veloce, spostando minimamente l’arma dalla linea di mira. Questo vincolo fra l’otturatore e la canna lascia al castello ben pochi sforzi da compiere così che viene realizzato in ergal per una maggiore leggerezza. Da aggiungere inoltre che una levetta consente il facile svincolo della testina così come le due viti a brugola l’asportazione della canna: entro gruppi omogenei di cartucce è quindi sostituibile il calibro con vantaggi intuibili soprattutto per i viaggi venatori.

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Vista inferiore del complesso di otturazione: da sx i leveraggi di svincolo e il dente contro l’apertura accidentale, a metà la levetta di sgancio per sostituire la testina

La batteria

La Blaser ha adottato un sistema di armamento manuale della batteria, scollegato dall’azionamento del manubrio e dalla cameratura della cartuccia: questo particolare ha determinato una scelta che molti costruttori hanno successivamente seguito per le proprie armi considerando quale sia la sicurezza determinata: si cammina con la cartuccia in camera e molla della batteria distesa con percussore bloccato. Una pressione sul tasto a slitta e la batteria è armata così si può sparare con una pressione sul grilletto inferiore agli 800 g, netta, pulita senza la minima sbavatura: oppure si rimanda il tiro ed è sufficiente una ulteriore leggera pressione sul tasto per disarmare la batteria. Per contro azionando il manubrio dopo uno sparo o per cambiare la cartuccia la batteria resta armata: è bene prestare molta attenzione per non rimettersi in marcia in tale condizione.

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Il calcio mostra linee classiche con pistola arcuata che consente alla mano una giusta posizione per lo scatto

La calciatura

La scelta di noce di un certo livello veste in maniera adeguata le armi della Casa di Isny proposte con tale soluzione, in alternativa troviamo calciature in sintetico dove si privilegia la resistenza a scapito dell’estetica. Le forme seguono linee regolari con dorso diritto e di buon spessore, pistola arcuata con coccia in metallo riportata su cui campeggia una coppia di caprioli, nasello alto mentre l’asta di ampia sezione consente sia l’appoggio sullo zaino che il tiro d’imbracciata: l’apice a schnabel rammenta opportunamente le origini dell’arma. Sono previste le magliette porta cinghia insieme al calciolo in gomma.

Le considerazioni

Molte le particolarità di rilievo della Blaser R 93 da cui si evidenziano le conseguenze a vantaggio dell’utilizzatore: leggerezza dell’impianto così da concedere alla canna una sezione leggermente maggiore della norma a tutto vantaggio per la precisione, pur mantenendo valori ponderali molto comodi specie per la montagna; sistema di armamento che fa a meno dello stecher e della sicura conservando un peso di sgancio ottimale; cambio calibro rapidissimo; ottica fissata con l’apposito attacco a sella dotato di quattro punti di aggancio alla culatta della canna, ottimali anche con calibri a forte rinculo e con riposizionamento garantito del cannocchiale dopo uno smontaggio. Il successo di questi fucili è dimostrato ancora dal ridotto mercato dell’usato, dove i non molti pezzi che vi giungono, chi li ha se li tiene, mantengono sempre una quotazione abbastanza elevata.

Scheda tecnica

Costruttore:  Blaser Jagdwaffen GmbH, Ziegelstadel 1 – D 88316 Isny – info@blaser.dewww.blaser.de

Distributore: Jawag – 39020 Marlengo (BZ) – Tel. 0473 221 722 – – www.jawag.it

Modello: R 93 Standard

Tipo: carabina a otturatore con movimento in linea a ripetizione ordinaria

Castello: in lega leggera supporta sistema di scatto e alimentazione

Otturatore: a espansione con dodici punti di aggancio direttamente alla canna

Canna: in acciaio al carbonio – profilo cilindrico rastremato – lunghezza 61 cm – 6 righe ottenute per martellatura a freddo

Percussione: percussore coassiale nell’otturatore con molla elicoidale

Alimentazione: magazzino fisso da 4 cartucce                                                                               

Congegno di scatto: azione diretta con grilletto singolo – armamento comandato da tasto esterno

Estrattore: a unghia con molla a filo esterna – movimento ortogonale

Espulsore: con bottone elastico nella testa dell’otturatore

Mire esterne: tacca e mirino regolabili – 4 unghiature sul castello con base specifica a sgancio rapido

Sicurezza: affidata al tasto di armamento e disarmo

Calciatura: in due pezzi di noce – impugnatura a pistola – calciolo in gomma

Finiture: brunitura semiopaca delle parti metalliche

Lunghezza: 107 cm

Peso: 3.100 g circa senz’ottica

Calibro: 6×62 Frères

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