La cartuccia 7x65R Hirtenberger

Sulla base dell’intramontabile 7x65R la Hirtenberger allestisce un caricamento di particolare efficacia nel campo venatorio impiegando la nota palla Nosler Partition da 140 grs.

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Munizioni Hirtenberger
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Un drilling Merkel del ’71 con la canna rigata predisposta per il 7x65R: la lunghezza di 65 cm consente di spremere qualcosa in più di velocità con favorevoli effetti terminali

Hirtenberger 7x65R – Un pò di storia.

La Casa austriaca Hirtenberger nasce nel 1860 quando l’avancarica a percussione viene affiancata dalle prime munizioni a retrocarica per il sistema ad ago, reso celebre dal fucile Dreyse, e poco dopo dominerà la scena la cartuccia a bossolo metallico così come la conosciamo ancor oggi. Lo sviluppo aziendale è favorito dal risiedere nell’Impero austroungarico, l’espressione territoriale di maggiore entità della vecchia Europa, dotato di un esercito di immani proporzioni. Le vicende del XX secolo smembrano questo insieme politico, ma non fermano lo sviluppo aziendale che segue oculatamente il settore civile oltre a quello militare con il superbo periodo della caccia alta inserito fra le due guerre. E’ il tempo dei cervi dai trofei e dalla stazza fenomenali: sovente vengono cacciati proprio con questo calibro a cui va riconosciuto un autorevole potere d’arresto anche a distanze considerevoli. Il 7 mm è considerato la misura aurea dei proiettili e l’impostazione tecnica data da Wilhelm Brenneke a questa sua cartuccia, nata fra l’altro 101 anni fa, prevede un passo di rigatura molto corto di 1:8,6 (220 mm), adeguato per stabilizzare correttamente proiettili con peso di 11,5 g, quindi dotati di un’elevata densità sezionale cui si somma una velocità superiore alla media, di poco inferiore ai successivi magnum di pari calibro; la differenziazione operata dai progettisti tedeschi fra la cartuccia da carabina e quella omologa da basculante vede opportunamente un qualcosa in meno per queste ultime, ma ci si discosta poco. La penetrazione in selvatici di grande massa è assicurata e la cessione di energia, a questo punto, è affidata alla struttura del proiettile: già all’epoca il progettista ne propone una serie a struttura differente per i diversi capi di selvaggina e sono tutt’oggi ai vertici del settore.

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Alcune cartucce spiccano fra il drilling e uno storico telemetro Wild a sovrapposizione d’immagine: il laser era ancora di là da venire

Hirtenberger 7x65R – L’Azienda al giorno d’oggi.

In questi ultimi tempi il marchio aziendale viene inglobato nella Ruag Ammotec GmbH e a Fürth, vicino a Norimberga, l’azienda ha un impianto produttivo per le cartucce di qualità più elevata: visitandolo si ha contezza della meticolosità applicata nelle lavorazioni e nel controllo da parte di una mano d’opera altamente qualificata. Intanto anche negli Stati Uniti d’America lo studio dei proiettili da caccia e tiro ha compiuto passi da gigante con ottimi risultati di balistica esterna e terminale cui si unisce l’apprezzabile risvolto di prezzi abbordabili (almeno fino a qualche tempo fa). Opportuna quindi la scelta della Hirtenberger di adottare una palla inserita da molti anni nelle preferenze dei cacciatori: la Nosler Partition non ha certo bisogno di presentazioni, ma vale la pena rammentare la sua forma esterna con corpo cilindrico, base aperta, ogiva rastremata con apice appuntito in piombo scoperto, fattori che ne favoriscono la stabilizzazione passando nella rigatura, creando le premesse di una costante e apprezzabile precisione intrinseca. A questo si aggiunge la struttura interna ben nota grazie alla mantellatura che a metà circa del proiettile si chiude separando in due distinte entità la massa interna in piombo: la sezione retta mostra una H con il setto centrale di divisione. All’impatto con il selvatico si avrà così un’espansione a fungo della parte anteriore, dove si raddoppia il diametro originario creando dalla camiciatura dei petali risvoltati su se stessi; nello stesso tempo la parte posteriore si mantiene integra fungendo da elemento di spinta per l’attraversamento del selvatico.

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Sul fianco sinistro della bascula spicca una delle prede adeguate al calibro, specie se si tratta di uno di quei cinghiali dell’Europa continentale di stazza superiore ai due quintali e dall’incredibile vitalità

Hirtenberger 7x65R – La cartuccia

Da rilevare come la Casa assicuri tali effetti anche a velocità residue intorno ai 570 m/sec, quindi a distanze considerevoli. La palla montata su questa cartuccia ha un peso di 9,1 g (140 grs), valore intermedio per il 7x65R con cui si ottiene una buona tensione di traiettoria: i telemetri e alcune ottiche attuali consentono la correzione rapida del puntamento in funzione della distanza e quindi della caduta della palla, ciò non di meno è sempre favorevole poter usufruire di una messa in mira rapida sapendo come, entro certi limiti, sia sufficiente posizionare la croce più o meno alta, ma sempre entro il bersaglio, con la certezza che il colpo finirà dove deve.

Hirtenberger 7x65R – La munizione a caccia

La pratica tabella stampata sulla confezione indica i 180 m come GEE, la distanza di azzeramento più favorevole per non avere un punto battuto superiore ai 4 cm, e qui si verifica giusto a 100 m: con questa taratura corrispondono -2,5 cm a 200 m, -12,5 cm a 250 m e  –28 cm a 300 m quindi un raggio di impiego di misura sensata per insidiare dal camoscio al cervo con l’intermezzo del capriolo, la cui spoglia non viene rovinata, al muflone, al daino e al cinghiale. 

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