Pronuncia importante
La sentenza n. 1917/2026 del TAR Toscana rappresenta un pronunciamento importante sul sistema dei Centri di Assistenza Venatoria e sui rapporti tra le associazioni venatorie. Il Tribunale ha escluso che Federcaccia Toscana possa utilizzare l’accesso documentale per esercitare un controllo sulla distinta convenzione stipulata tra Regione Toscana e Arci Caccia, chiarendo che la vigilanza sull’adempimento delle convenzioni compete alla Regione e non ad altre associazioni venatorie. Il TAR ha, inoltre, dichiarato improcedibile il ricorso introduttivo e, per quanto residuava, ha respinto le ulteriori pretese di Federcaccia, condannandola al pagamento di 2.000 euro di spese di giudizio in favore della Regione Toscana.
Sistema troppo concentrato
«È una sentenza che rimette le cose al loro posto», dichiarano dalla Cabina di Regia. «Nessuna associazione può arrogarsi il diritto di controllare le altre o di stabilire chi debba avere spazio nel sistema venatorio. La vigilanza spetta alle istituzioni competenti, non ai concorrenti». Per le Associazioni, la questione va però oltre il singolo ricorso. «Da tempo assistiamo a tentativi di costruire un sistema sempre più concentrato, nel quale le associazioni più piccole rischiano di essere considerate presenze scomode anziché una ricchezza per il mondo venatorio. Respingiamo con forza questa impostazione».
Difesa del pluralismo
«E lo diciamo con particolare convinzione. Noi difendiamo il pluralismo perché riteniamo che nessuna associazione, grande o piccola, debba poter pretendere una posizione dominante sulle altre». Secondo le associazioni della Cabina, il sistema deve restare aperto e plurale. «I cacciatori devono poter scegliere liberamente a quale associazione aderire e a quali strutture rivolgersi. Il pluralismo associativo è un valore, non un ostacolo da eliminare».
I veri problemi dei cacciatori
«Questa vicenda dimostra che non si può utilizzare lo strumento amministrativo per trasformare una legittima attività di accesso in una forma di controllo generalizzato sulle altre associazioni. Il TAR lo ha chiarito in modo netto. Federcaccia dovrebbe interrogarsi sull’utilità di iniziative di questo tipo per il mondo venatorio. I problemi veri dei cacciatori sono altri: burocrazia, gestione faunistica, difesa dell’attività venatoria e tutela dei territori. Su questo dovremmo lavorare, non cercare di restringere gli spazi di rappresentanza delle altre associazioni» (Le Associazioni componenti la Cabina di Regia delle Associazioni Venatorie Toscane Arci Caccia, ANLC e Italcaccia).

































