Situazione inaccettabile
“Il canone Rai viene pagato da tutti i cittadini e non è accettabile che una rete pubblica trasmetta dei servizi vergognosi, con i quali si permette agli animal-ambientalisti di dire falsità contro la caccia senza permettere alcun contraddittorio con il quale i rappresentanti del mondo venatorio smonterebbero facilmente le falsità del mondo animal-ambientalista.” È con queste parole che Giulia Sottoriva, presidente di CONFAVI (Confederazione Delle Associazioni Venatorie Italiane) si è scagliata contro l’azienda di Viale Mazzini.
Raccolta firme fallimentare
In un video apparso online, Sottoriva ha sottolineato soprattutto come una delle argomentazioni principali sia quella dell’opinione pubblica fortemente avversa alla caccia. Ebbene, oggi (15 ottobre 2026) è scaduto il termine ulteriore per la raccolta firme volta a indire un referendum contro la caccia, iniziativa che è risultata un flop clamoroso.
Un preoccupante déjà-vu
Non è la prima volta che la RAI fa indispettire il mondo venatorio. Giusto un anno fa, ad esempio, la trasmissione “Ore 14” su Rai Due accostò i cacciatori a un episodio di violenza, una similitudine gratuita e totalmente fuori luogo.



































