Traduzione complicata
La data del 9 ottobre non lascia di certo indifferenti gli appassionati di cinema. Proprio in questa data, esattamente 34 anni fa, usciva nelle sale italiane “Le Iene”, l’esordio alla regia con un lungometraggio di Quentin Tarantino. Il titolo è diventato un vero e proprio cult, con scene che ancora oggi i fan più incalliti possono recitare addirittura a memoria, ma è proprio il nome della pellicola che ha creato e crea ancora qualche confusione dalle nostre parti. Una confusione che è legata in qualche modo all’attività venatoria. Il titolo originale di questo film che debuttò in Italia il 9 ottobre 1992 è infatti “Reservoir Dogs”. La traduzione non è affatto semplice: se si vuole ottenere un significato letterale, bisognerebbe usare “Cani da serbatoio”, mentre invece l’esordio italiano avvenne con un titolo alternativo, “Cani da rapina”. Il riscontro iniziale non fu affatto positivo e soltanto la scelta di cambiare tutto con un più semplice ed evocativo “Le Iene” aiutò il film a sbancare il botteghino.
L’aneddoto di Tarantino
Secondo Quentin Tarantino non esiste una traduzione perfetta del suo “Reservoir Dogs”: sembra che lo stesso regista, quando lavorava in una videoteca, amasse storpiare i titoli di due film, “Au revoir, les enfants” e “Straw dogs”, una sorta di fusione che avrebbe fatto nascere una pellicola fittizia. In altre occasioni Tarantino sarebbe stato ancora più criptico, nello specifico con dichiarazioni di questo tipo: “In realtà non rispondo alla domanda su cosa significhi, e non lo faccio per fare il cretino, ma il titolo è più una questione di sensazione che un significato vero e proprio”. Capita comunque che il film venga catalogato su alcune piattaforme online anche con il titolo di “Le iene – Cani da caccia”, forse un errore di traduzione ma non troppo. Che cosa c’entrano gli ausiliari con l’esordio registico di Tarantino?
Riserve di caccia
Ancora oggi la piattaforma Chili.com presenta il film in questa maniera e una spiegazione potrebbe esserci. Quel “reservoir” del titolo originale non sarebbe altro che una riserva di caccia. Nei paesi anglofoni, in particolare, il termine viene storicamente associato alla gestione del territorio venatorio, quindi i cani del titolo sarebbero quelli che vengono utilizzati in queste zone per stanare la selvaggina. La stessa parola “reservoir” viene sfruttata inoltre in francese per indicare una zona franca in cui gli animali si riproducono senza pressione venatoria. Sono proprio i cacciatori che monitorano i reservoir, prelevando tra l’altro campioni biologici per tenere sotto controllo patologie come la peste suina, la rabbia e la brucellosi. Il mistero rimane, ma il legame tra “Le Iene” e la caccia non può che affascinare.




































