Federcaccia Campania chiede l’immediata ripresa dell’attività venatoria

Alle Istituzioni regionali è stato chiesto di adottare nel prossimo DPCM misure che consentano la ripresa.

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Campania

CampaniaFedercaccia Campania in rappresentanza dei suoi associati e di tutti i cacciatori della Regione Campania, tenendo conto del perdurare dell’emergenza sanitaria, ribadendo l’utilità della figura del cacciatore nella tutela della biodiversità è tornata a chiedere al Governo e alle Istituzioni regionali di adottare nel prossimo DPCM misure che consentano la ripresa dell’attività venatoria in ogni sua forma su tutto il territorio della Regione Campania, senza limitazioni agli spostamenti interprovinciali e sempre nel rispetto delle norme igienico-sanitarie previste.

“Abbiamo assistito nelle ultime settimane a veri e propri assalti incontrollati ai luoghi della “movida” nelle maggiori città della nostra nazione, come testimoniano le immagini che hanno fatto il giro dei maggiori organi di stampa a livello nazionale – scrive FIdC Campania -. Continuiamo a vedere runners e ciclisti amatoriali che nel fine settimana invadono le strade delle nostre città e continuiamo a non capire come e perché circa 45.000 cacciatori della Campania non possano esercitare la propria passione che ribadiamo, per l’ennesima volta, viene svolta per sua natura in forma individuale e già nel rispetto di distanze di gran lunga maggiori a quelle previste dalle “normative anti-covid”.

Nelle ultime ore stiamo assistendo all’entrata in vigore di provvedimenti prefettizi che in diverse regioni d’Italia autorizzano la caccia al cinghiale nelle forme di selezione, braccata o girata ed in virtù di questo continuiamo a non comprendere il motivo di vincoli, limitazioni e divieti tutt’ora in vigore per le restanti forme di caccia individuali. È doveroso constatare che in questa fase di grave emergenza sanitaria, il Governo si è affidato alla figura del cacciatore come strumento utile a contenere la popolazione di cinghiali per combattere l’epidemia di peste suina che rappresenta una grave minaccia per il comparto produttivo del terzo settore in Italia.

Inoltre, è opportuno ribadire che continuando a tenere in vigore in Campania il divieto di caccia, si corre il rischio che circa 45.000 persone possano usufruire delle deroghe sugli spostamenti per le motivazioni previste dal DPCM in vigore con il rischio di avere nelle nostre città circa 45.000 vettori del contagio da Covid-19; contrariamente, con la ripresa dell’attività venatoria ci troveremmo davanti ad una condizione opposta: circa 45.000 persone in giro per boschi e campagne della regione che non rappresentano un pericolo per la diffusione del contagio. Alla luce di quanto esposto – conclude la missiva -, Federcaccia Campania espressamente richiede di consentire l’esercizio dell’attività venatoria in tutte le sue forme e senza limitazioni di spostamenti sull’intero territorio regionale indipendentemente dalla classificazione che verrà data alla Regione Campania con l’adozione dei prossimi decreti Ministeriali.

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