Federcaccia Campania: legge 26/2012, “un malato su cui tutti fanno esperimenti”

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FedercacciaFIdC Campania: riflessioni amare sulla legge 26/2012, “un malato su cui tutti fanno esperimenti”, (…e mentre i medici studiano, il malato muore…).

Una legge di riforma della caccia approvata ad agosto 2012, una serie infinita di critiche “trasversali” (per opposte motivazioni), le osservazioni del Governo per le incompatibilità con le leggi nazionali e la Costituzione, le reazioni lente, tardive delle istituzioni preposte, la poca voglia di ascoltare le associazioni venatorie ed i cacciatori : questo il triste epitome di un percorso legislativo che, avviato su impervie strade, non riesce a trovare la via di uscita.

La legge 26 del 9 agosto 2012, pubblicata sul BURC n.52 del 13 agosto 2012, disciplina la programmazione e gestione faunistico-venatoria in Campania, abrogando la precedente legge 8/1996. L’enfasi per una riforma epocale per la caccia in Campania, intervenuta dopo ben 16 anni, si infrange subito sugli “scogli” delle polemiche provenienti sia dai Consiglieri Regionali, sia dai rappresentanti delle Associazioni Venatorie; tutti alla prese con una presunta “ecumenicità” della riforma che nasconde “in re ipsa” forti criticità tali da renderla di fatto inapplicabile.

Intanto, dal 13 agosto 2012, ci si pone il problema delle norme vigenti, di quelle transitorie, di quelle abrogate. L’annata venatoria 2012-2013 è  ormai andata; le associazioni venatorie ed i cacciatori sono in fibrillazione per la confusione totale e, soprattutto, per i diritti negati e per i versamenti forse inutilmente fatti per l’esercizio degli stessi.

Non tardano ad arrivare le osservazioni alla legge 26 da parte del Governo centrale con le quali si eccepisce in più punti una serie di incompatibilità con le leggi nazionali e la Costituzione. Sale la protesta delle Associazioni Venatorie e dei cacciatori ma il Consiglio Regionale e la relativa VIII Commissione competente non sembrano essere in grado di trovare il bandolo della matassa.

Nella paziente, consueta, consolidata opera di collaborazione fattiva con la Regione, la Federcaccia Campania invia al Presidente della Giunta Regionale della Campania, al Presidente del Consiglio Regionale della Campania, al Presidente dell’8° Commissione Consiliare Regionale, ai Componenti 8° Commissione Consiliare Regionale, alla Giunta Regionale della Campania, ai Capigruppo del Consiglio Regionale della Campania i propri emendamenti alla proposta di modifica alla l.r. 26/2012. Ciò per porre mano ad una esaustiva rivisitazione della legge tale da renderla disciplina applicabile nell’interesse di tutte le parti in gioco: cacciatori, istituzioni pubbliche e private, cittadini.

Ma al peggio non c’è mai la fine. Giungono, proprio in questi giorni, prima nell’ VIII Commissione e poi in Consiglio Regionale, le proposte di modifiche della legge 26 da parte del Presidente dell’ VIII Commissione, On.le Pietro Foglia. Tali proposte mirano al risultato minimale : porre rimedio alle osservazioni governative. Punto.

Evidente lo stupore dei cacciatori che, per il tramite delle Associazioni Venatorie, stigmatizzano tale comportamento inspiegabile che non prende in considerazione le altre proposte di emendamenti volte a migliorare l’assetto generale della legge. Ennesimo caos in Consiglio Regionale che porta all’ennesima sospensione della discussione. Intanto il neo consigliere regionale delegato alla caccia On.le Fortunato, di sua sponte, azzarda un approccio alle Associazioni Venatorie chiedendo loro proposte di modifica. Altro caos su caos.

“Rischiamo la paralisi della caccia in Campania. Siamo in tempi di campagna elettorale – evidenzia il Presidente Buglione – e molti consiglieri e assessori regionali sono impegnati con i relativi partiti; tra questi, alcuni sono probabili candidati al Parlamento. Il Presidente Caldoro è alle prese con problemi di composizione della Giunta con probabile esigenza di rimpasto. Quando sarà possibile ritornare in Consiglio Regionale? Difficile dirlo.  E, mentre tanti cercano soluzioni “motu proprio” – aggiunge Buglione – i cacciatori aspettano delusi il rispetto dei loro diritti..”.

12 gennaio 2013

Federcaccia

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