Mondo rurale
Trascriviamo un intervento di un amico cacciatore che risiede e vive in montagna, condividendolo appieno. In questi giorni si parla molto di noi, di caccia e di leggi. Ma la verità è che si sta mettendo in discussione qualcosa di molto più grande. Si sta contestando chi siamo noi cacciatori, e con noi l’intero mondo rurale. Gran parte della nostra Italia non è fatta di rotonde e semafori, è fatta di valli, di boschi, di paesi che si arrampicano sulle montagne. Per noi che viviamo qui, questa terra non è uno scenario da cartolina per il fine settimana, è la nostra casa. Cura del bosco, gestione della natura, rispetto per gli animali non sono solo parole astratte, sono la vita di ogni giorno.
Un mondo ideale che non esiste
Da dietro una scrivania in città ci insegnano e dicono come dovremmo vivere la natura. Ci descrivono un mondo ideale che non esiste, dimenticando che la campagna reale è fatta di equilibri delicati, di fatiche, ma anche di una profonda conoscenza. Chi vive la terra ogni giorno la custodisce, impedisce che sparisca a seguito di spopolamento e di abbandono.
Dibattito sulla caccia
È strano che ci giudica con severità chi spesso vuole darci lezioni è anche colui che compra comodamente la carne al supermercato, dimenticando da dove e dà che animale questa arrivi. Non abbiamo bisogno di lezioni calate dall’alto su cosa sia l’ambiente. Noi l’ambiente lo custodiamo, lo difendiamo, lo viviamo in ogni momento. Il dibattito sulla caccia non deve essere una guerra ideologica, deve essere invece il riconoscimento della dignità di chi questi territori li custodisce sempre, con il cuore e con i fatti (fonte: Federcaccia Brescia – Cacciapensieri).

































