Uno studio approfondito
Circa un mese fa la rivista scientifica “Global Ecology and Conservation” ha pubblicato uno studio molto interessante che “scagiona” per così dire (anche se non ce ne sarebbe bisogno) il mondo venatorio. Lo studio è stato condotto congiuntamente dall’Università irlandese di Dublino e dall’Instituto de Investigación en Recursos Cinegéticos di Ciudad Real, in Spagna. Prendendo in esame 256 specie di fauna selvatica e 9 paesi europei, è emerso come la caccia non sia legata in alcun modo a questo declino.
Caccia e altri settori a confronto
Giulia Sottoriva, presidente di CONFAVI (Confederazione Delle Associazioni Venatorie Italiane), ha approfondito nel suo ultimo video apparso online, proprio questa ricerca: “È stato scientificamente provato che la caccia influisce soltanto per lo 0,66% sull’inquinamento ambientale, mentre l’agricoltura e l’industria influiscono rispettivamente per il 21,4% e per il 10,5%. Viene quindi smontata la tesi degli animal-ambientalisti secondo cui la caccia sarebbe la causa principale del declino delle specie animali”.
L’invito agli animal-ambientalisti
Sottoriva ha poi lanciato un duplice appello: “Rivolgiamo un invito a tutti i cacciatori: continuate ad andare a caccia, a sparare coi vostri fucili nel rispetto delle normative vigenti. Rivolgiamo poi un altro invito ma agli animal-ambientalisti: smettetela di sparare ca**ate!”.
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