La necessaria sperimentazione
Dopo una attesa necessaria per sperimentarne il funzionamento, sembra ormai tutto pronto per il debutto del progetto che vede unite l’Associazione dei Cacciatori Trentini, Coldiretti Trento e la Federazione Allevatori del Trentino per mettere al riparo i cuccioli di capriolo e cervo prima dello sfalcio dei prati. Una iniziativa imperniata su droni con termocamere che dovrebbero individuare più facilmente i piccoli ungulati ed evitare la loro uccisione. Come è stato annunciato dalle parti coinvolte, è soltanto un primo passo verso l’utilizzo allargato di questi dispositivi.
Prime ore del mattino
Non è un mistero che le nascite dei piccoli caprioli e cervi coincidano con il taglio dell’erba nei campi. Questi cuccioli rimangono nascosti proprio nell’erba per diverse settimane, senza muoversi e mimetizzati. I droni dovrebbero consentire di individuarli dall’alto prima che intervengano i mezzi agricoli per lo sfalcio: il monitoraggio dovrebbe avvenire nelle prime ore del mattino.
Una migliore organizzazione
L’accordo a tre, comunque, prevede anche un altro dettaglio non certo irrilevante: gli agricoltori dovranno segnalare in anticipo le date per lo sfalcio dell’erba, in questa maniera gli interventi dei droni saranno organizzati con maggiore precisione. Come è già avvenuto in altri contesti, la collaborazione tra allevatori, cacciatori e agricoltori può essere a dir poco proficua, un esempio di come si possa tutelare la biodiversità con azioni concrete.



































