Il 3 dicembre i cacciatori renderanno omaggio a Sant’Uberto a Morimondo (MI)

La messa si terrà nell'Abbazia della località lombarda, un appuntamento che ormai si ripete da oltre 30 anni.

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Omaggio a Sant'Uberto

Omaggio a Sant'UbertoDomenica 3 dicembre 2017 nell’Abbazia di Morimondo, in provincia di Milano, si celebrerà la messa dei cacciatori in omaggio al loro patrono, Sant’Uberto. Don Mario Zaninelli presiederà la funzione religiosa, un appuntamento che dura ormai da più di trent’anni, più precisamente su iniziativa dell’allora presidente provinciale della Federcaccia di Milano, Gianni Locatelli.

Quest’ultimo e Rodolfo Grassi scrissero per l’occasione la “Preghiera del Cacciatore”, un testo che il cardinale di Milano, Carlo Maria Martini, inserì nel patrimonio spirituale della Chiesa. La messa comincerà alle 17, un momento unico per far capire che non esiste contrapposizione tra la caccia e il rispetto e l’amore per la natura.

Federcaccia ha invitato tutti a partecipare, quindi anche fedeli, associazioni venatorie e tutti i cattolici. Il progetto della preghiera è datato 1990, un vero e proprio atto di devozione e ringraziamento: il 5 aprile del 1991 è diventata preghiera ufficiale della Chiesa. Ecco il testo completo:

Ti lodiamo, Signore,

perché dai vita all’acqua, ai boschi,
ai fiori, agli animali, alle pianure,
alle montagne e al sole che illumina.

E Ti lodiamo perché ci doni

di giungere alle nevi bianche e alle paludi,
di camminare nelle pianure e salire le colline
e perché ci fai continuamente comprendere
la bellezza della tua creazione.

Ti lodiamo, Signore,

perché ci concedi di vedere caprioli
e camosci sui monti,
l’aquila e il falco nel cielo,

le pernici e i fagiani, le lepri,

i beccaccini e quante altre creature
sono nel mondo a Tua gloria.

Perdonaci, Signore,

se talvolta le sacrifichiamo
‘alla nostra passione,

ma la loro esistenza ci fa ‘capire
la Tua generosità,

ci dispone al rispetto dei Tuoi beni
e alla riflessione.

Sii lodato, Signore,

per la pace che ci donano montagne,
pianure, boschi e paludi,

e i pensieri che ci suscitano:
scrutando la natura

e ascoltandone la voce
impariamo a ritrovarTi
nell’abisso del nostro spirito.

E se un giorno

Tu volessi farei restare fra loro,
accogli, nella tua infinita misericordia,
la nostra anima di peccatori

ma a Te più vicina.

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