Campagna anticaccia
Anche i quotidiani più prestigiosi del nostro paese stanno dando spazio a un sondaggio condotto dalla Fondazione Capellino, ben nota ai cacciatori per la sua campagna contro l’attività venatoria che ha destato più di una perplessità. Sono stati infatti pubblicati i risultati di una indagine per verificare cosa gli italiani ne pensano della riforma della caccia e in generale della caccia in senso stretto.
I numeri
Come annunciato con grande trionfalismo dalla stessa Fondazione, il 91% degli italiani crede che la normativa venatoria non debba essere modificata con ampliamenti ed estensioni. Al tempo stesso, ben 3 italiani su 4 vorrebbero l’abolizione totale dell’attività venatoria in Italia. Non si tratta però di numeri indicativi. Parlare di “italiani” come se tutta la popolazione avesse partecipato al sondaggio, infatti, è fuorviante. Basta fare un semplice calcolo.
Campione trascurabile
Secondo quanto riferito dalla Fondazione Capellino, il campione intervistato è quantificabile in 7.002 cittadini maggiorenni che hanno risposto a un questionario ben mirato tra luglio e agosto scorsi. Visto che in Italia risiedono 58,9 milioni di persone (di cui 51,8 milioni hanno 18 anni e più), gli intervistati rappresentano appena lo 0,01% del totale, una percentuale davvero trascurabile. Un sondaggio, pertanto, che lascia il tempo che trova, come avvenuto d’altronde in diverse altre occasioni in questo paese.



































