Le statistiche del Viminale
Agli adulti piacciono i numeri. Questa frase tratta da “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry non potrebbe essere più vera: le cifre e le statistiche affascinano, soprattutto quando riescono a dipingere un quadro sociale ben preciso. È il caso dei numeri riportati dal CED (Centro Elaborazione Dati Interforze del Ministero dell’Interno) nel suo ultimo rapporto. In base a questa indagine, gli italiani in possesso di almeno un’arma, stando alle rilevazioni più recenti, sono circa 5 milioni, a fronte però di un totale più basso di porti d’arma: 1,2 milioni.
La “classifica” delle licenze
La differenza si spiega col fatto che per la custodia delle armi non è necessaria spesso la licenza, ma un’autorizzazione all’acquisto e la denuncia alle forze dell’ordine. Il numero maggiore di porti d’arma, comunque, ha a che fare con l’attività venatoria: i titolari di licenze per fucili da caccia sono più di 600mila (in aumento rispetto al passato recente), seguiti a ruota dai detentori di licenze per uso sportivo (580mila). Il confronto con gli altri paesi del continente europeo, poi, descrive un’altra situazione molto precisa.
Italia ed Europa a confronto
Il Belpaese ha una media di armi ogni 100 abitanti che è inferiore rispetto a quella europea: nel Vecchio Continente si sfiorano le 16 armi (15,7 per la precisione), mentre da noi ci si è attestati a quota 14,4. Tanto per fare un esempio, è un valore di molto inferiore rispetto a quello francese e quello tedesco (molto vicini alle 20 armi ogni cento residenti), ma doppio se confrontato con la Spagna (ferma a 7,5 armi).



































