La prima fase del monitoraggio nazionale del lupo si è conclusa lo scorso 30 aprile. Sono stati mesi di lavoro complessi e difficili anche per le condizioni dettate dalla pandemia ma, nonostante questo, gli sforzi operati dalla rete di 3000 persone sui 23000 km di transetti hanno permesso di raccogliere i dati necessari alle analisi. Un’unione di intenti tra entità eterogenee cresciuta nella consapevolezza di partecipare ad un progetto scientifico unico per il nostro paese: il primo monitoraggio di un mammifero su scala nazionale basato su un protocollo standardizzato e un modello statistico scientifico elaborato da esperti del settore.
I dati raccolti serviranno a fornire, nei prossimi mesi, le stime di distribuzione e abbondanza della popolazione del lupo su scala nazionale, un dato robusto e attendibile che costituirà la fotografia iniziale del monitoraggio e la base decisionale delle future politiche di conservazione e gestione della specie. Sono già partite le analisi genetiche dei campioni raccolti, realizzate dal laboratorio ISPRA di Ozzano dell’Emilia, e che proseguiranno nei prossimi mesi.
Giornalista. Nato a Roma nel 1982. Tante passioni, tra cui quella per l'ambiente, il territorio e la ruralità, maturata grazie alle vacanze nell'Appennino Umbro-Marchigiano e ai racconti dei cacciatori del posto. Ha dedicato parte dei suoi studi all'agricoltura e all'economia "green".
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