Un legame fin troppo stretto
Da diverso tempo a questa parte l’attività venatoria e gli incendi sono fin troppo legati: non certo perché i roghi siano responsabilità dei cacciatori, il problema è rappresentato da chi pensa che non si possa più imbracciare il fucile dopo che una determinata area è bruciata. L’ultima proposta in tal senso è stata depositata in queste ore e sta già facendo discutere.
Il divieto nel dettaglio
A depositare quella che potrebbe diventare una legge è stato Ferdinando Laghi, consigliere regionale della Calabria: che cosa prevede nello specifico la proposta? Il divieto di caccia nelle aree incendiate dovrebbe essere portata a ben 20 anni, un arco temporale esagerato ma che Laghi ha spiegato con la volontà di tutelare la fauna (niente di nuovo sotto il sole).
Altre richieste
Come se non bastasse, il consigliere, il quale è anche medico e attivista per l’ambiente, vorrebbe che la caccia fosse sospesa persino nell’ipotesi di siccità pesante, con il divieto allargato nei siti Natura 2000.



































