Clima di odio
“Momenti di forte paura ad Arrone, piccolo comune della Valnerina, dove la settimana scorsa una bambina di 4 anni è stata aggredita in un parco da un animale che, secondo le prime testimonianze e secondo il sindaco Fabio Di Gioia, sarebbe un lupo. Secondo una prima ricostruzione, la bambina stava giocando quando l’animale sarebbe spuntato all’improvviso raggiungendola alle spalle, afferrandola per la maglietta e trascinandola per alcuni metri. Le urla dei numerosi presenti e il loro intervento hanno messo in fuga l’animale, successivamente avvistato anche nel centro del borgo e nei pressi della statale Valnerina”. Fin qui la cronaca, ma quello che ci preme sottolineare è l’incredibile e disgustoso clima di odio che traspare dai numerosissimi commenti che hanno inondato il web e che, purtroppo, sono nella maggior parte “firmati” da donne. Donne che, in maniera davvero schifosa, sono arrivate ad accusare i genitori di non essere stati attenti nel controllare la bambina!
Episodio grave
Il primo ad andarci di mezzo è stato il povero sindaco che è stato incolpato di seminare errore e che, invece, sembra si sia limitato a fare il minimo sindacale a seguito di un episodio così grave, ordinando di prestare la massima attenzione allo smaltimento di rifiuti, e vietando di lasciarli incustoditi lungo le strade. Niente da fare, l’esercito della nuova setta ormai conosciuta con il nome ridicolo ma suggestivo di “Lupo, cinghiale e ibis sacro” ha acceso i computer ed ha iniziato a vomitare le solite offese nei confronti degli umani e in difesa dei diritti del povero lupo che, secondo loro, avrebbe potuto essere anche un randagio o un barboncino. Ci siamo stancati di ripetere fino alla nausea due verità che evidentemente sono scomode.
Problema lupo
Innanzitutto, nessuno vuole aprire la caccia al lupo che, in Italia e in Europa, è e resta un animale protetto (anche se non più particolarmente protetto come ha stabilito unanimemente la UE e non certo i cacciatori italiani). In secondo luogo, il problema lupo – come per i cinghiali e tante altre specie ormai fuori controllo – non è la presenza di cento o ottocento esemplari ma i quasi diecimila che ormai spadroneggiano nelle campagne, nei piccoli centri agricoli e perfino dentro le grandi metropoli. Mentre qui da noi per la semplice richiesta di poter cacciare quella piaga che sono i piccioni torraioli si scatenano gli odiatori da tastiera, spronati da alcuni politici senza scrupoli che hanno inventato la ridicola espressione “sparatutto”, in Svezia (con un territorio doppio del nostro) hanno stabilito che il numero massimo sostenibile di lupi è di circa duecento unità.
Integralismo animalista
E a pochi chilometri oltre il confine, in Slovenia, cinque giorni fa, le autorità, respingendo con fermezza il ricorso degli animalisti, ha confermato il via libera all’abbattimento di 206 orsi bruni a causa di una popolazione complessiva di oltre mille esemplari ritenuta troppo numerosa. Quella che è in corso è ormai una vera e propria guerra fra l’integralismo animalista che non vuol sentire parlare di “gestione” e un nuovo approccio, rigoroso e moderno, per affrontare e risolvere le gravi problematiche agricole e sociali legate a popolazioni davvero abnormi di alcune specie di fauna selvatica. Ci auguriamo solamente che, alla fine, prevalga il buon senso e non il fanatismo.

































