Secondo Matteo Salvini “abbattere i cinghiali è nell’interesse dei cinghiali stessi”. Il leader della Lega lo ha detto durante il presidio di pochi giorni fa della Coldiretti davanti a Montecitorio per testimoniare la vicinanza della Lega a “gente che non sta in attesa di percepire il ‘reddito di cinghialanza’. Qui c’è gente che lavora e se uno semina ha lo stramaledetto diritto di raccogliere quello che ha seminato”. Sul palco insieme a Matteo Salvini anche Gianmarco Centinaio, Gianpaolo Vallardi e tutti i parlamentari leghisti delle commissioni agricoltura. Per il leader della Lega la regola di comportamento è semplice: “Io adoro gli animali, ma se voglio tenermi in casa un animale scelgo il cane, il gatto o il pesce rosso. Io il cinghiale in camera da letto non ce lo voglio, e neppure nei campi di chi lavora”.
Secondo Salvini, la soluzione andrebbe lasciata agli agricoltori: “C’è una proposta di legge di un collega di cui non faccio il nome che prevedeva che le regioni assumessero del personale per fare quello che tutti voi siete in grado di fare domani mattina. La natura da che mondo è mondo prevede che si tutelino degli equilibri.
Quindi io ringrazio agricoltori, allevatori, cacciatori e pescatori che garantiscono la tutela di questi equilibri. Altrimenti facciamo il danno dell’animale stesso. Perché se c’è una sovrapposizione, si fa il danno dello stesso animale, sia questo il lupo o il cinghiale o il cervo. Il mondo deve stare in equilibrio”.
Giornalista. Nato a Roma nel 1982. Tante passioni, tra cui quella per l'ambiente, il territorio e la ruralità, maturata grazie alle vacanze nell'Appennino Umbro-Marchigiano e ai racconti dei cacciatori del posto. Ha dedicato parte dei suoi studi all'agricoltura e all'economia "green".
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